venerdì 8 aprile 2016

Cosa penso di...#15 Armadale di Wilkie Collins |Recensione|

BuonSalve lettori cari.

Finalmente riesco a scrivere questa recensione!
Non ho avuto un attimo di tempo per stare al pc, ma adesso con la mia tazza di tè verde vicino e tutta la tranquillità del molto riesco a parlare di questo libro la cui storia mi ha incuriosito parecchio.

Armadale
Autore: Wilkie Collins
Editore: Fazi Editore
Pagine: 800
Prezzo: € 18,50
SINOSSI
Armadale è un nome, ma il romanzo non è la storia del personaggio che lo porta. È piuttosto la storia del nome stesso, anzi del mistero che vi si cela. Perché sono quattro gli Allan Armadale coinvolti nella vicenda, due padri e i rispettivi figli: opera del destino o del caso? Quando l’anziano Allan Armadale, in punto di morte, affida a una lettera una confessione terribile, non immagina nemmeno lontanamente le ripercussioni che ne seguiranno: il segreto che rivela coinvolge la misteriosa Lydia Gwilt, tentatrice dai capelli rosso fuoco, bigama, dipendente dal laudano e avvelenatrice di mariti. I suoi maliziosi intrighi carburano la trama di questo dramma appassionante: una storia di identità confuse, maledizioni ereditate, rivalità amorose, spionaggio, denaro… e assassinio.
Il personaggio di Lydia Gwilt orripilò i critici dell’epoca, al punto che un recensore la descrisse come «una delle donne maligne più recidive di sempre, i cui espedienti e le cui brame hanno infangato la narrativa». Resta fra le più enigmatiche e affascinanti donne del diciannovesimo secolo, il cuore nero della più sensazionale fra le sensation novel vittoriane.
Considerato tra i capolavori di Collins, Armadale, romanzo a tinte forti e pieno di suggestioni, conferma il talento magistrale dell’autore nel tessere un intreccio in maniera impeccabile.



Sicuramente quello che mi ha fatto avvicinare a primo impatto a questo libro è stata la sua meravigliosa copertina e anche la mia curiosità nei confronti di Wilkie Collins, autore che non avevo ancora avuto modo di 'conoscere', ma Armalade ha saputo fare le giuste presentazioni.

La storia di questo libro nasce da un nome, per l'appunto Armadale, dalle persone che lo portano e dal mistero che queste durante il corso del libro vivranno.
In questa storia i due protagonisti principali per una serie di circostanze che vengono spiegate nel Prologo, condividono lo stesso nome: Allan Armadale, il primo è un ragazzo semplice e ingenuo che conosce ancora poco la vita, mentre l'altro, che per l'intero romanzo si farà chiamare Ozias Midwinter, è un ragazzo che nel corso dei sui anni non ha mai avuto una vera e propria famiglia o una casa, tanto da considerare il suo miglior rifugio il cielo stellato.
I due ragazzi sembrano non avere niente in comune, ma un filo sottilissimo li lega, lo stesso che in passato ha legato i loro padri e che si è rotto in maniera tragica, sono legati dal loro nome e questo in caso di un loro incontro potrebbe essere la loro rovina.
E l'incontro avviene, ma entrambi inconsapevoli del passato che li accomuna instaurano un rapporto che diviene ben presto fraterno, fino a che...
...Ozias, letta una lettera del defunto padre, viene a conoscenza del passato che li lega e crede che il suo destino sia quello di porre fine alla vita del suo fraterno amico Allan e da questo nasceranno una serie di misteriose circostanze che lo porteranno sempre più a credere a questa sua folle idea.
Man, mano che la vicenda prosegue si vengono a conoscere altri personaggi che renderanno più ricco il romanzo, tra cui la donna che porterà un po' di scompiglio in tutta la storia:  Miss Lidya Gwilt, donna astuta e molto bella che sa come usare il suo fascino per portare qualsiasi situazione a suo vantaggio ed è proprio quello che cercherà di fare e metterà a repentaglio la vita di uno dei due Allan pur di arrivare al suo scopo, anche se alla fine non tutto andrà come si aspettava...


Armadale è stato uno di quei libri che non mi ha fatto staccare gli occhi dalle sue pagine, indubbiamente per la sua storia ricca di mistero che mi ha fatto andare avanti spinta dalla curiosità di sapere come sarebbe andata a finire e nonostante alcune parti del libro, soprattutto alcune di quella centrale siano state un po' pesanti,lo stile di Collins non rallenta la lettura, ma in voglia il lettore nel proseguirla per sapere cosa nasconde ogni capitolo. Inoltre ha saputo ben caratterizzare ogni personaggio che ho trovato molto reali e ognuno con i propri lati da scoprire: Allan, il giovane ingenuo alcune volte proprio per questa sua caratteristica risulta proprio irritante, e Ozias che è uno di quei personaggi che definirei quasi dannati, perchè crede che il destino abbia in serbo per lui qualcosa di orribile e per questo si lascia influenzare da esso e dalla superstizione legata a un nome e a un sogno.
E sia la superstizione che il destino giocano un ruolo importantissimo in questo romanzo e fa porre al lettore una domanda: il nostro destino è già stato scritto o in qualche modo possiamo cambiarlo?



Questa mia recensione si conclude qui, spero vi sia piaciuta.

Voi avete letto questo libro e cosa ne pensate?
Come sempre aspetto i vostri commenti qui sotto.


4 commenti:

  1. Un autore vittoriano che non conosco affatto. Un romanzo affascinante e, caso per nulla isolato, che della morale vittoriana conserva ben poco. Prendo subito nota.

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    1. E' stata una lettura parecchio coinvolgente!

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