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lunedì 18 agosto 2025

Recensione La pietra di Luna di Wilkie Collins

C'è qualcuno?
Emh..., io ci sono. Forse.
Sì, eccomi.

Dai che l'estate sta finendo.

La pietra di Luna
di Wilkie Collins

Editore: Fazi
Dopo secoli di avventure e vicissitudini, la pietra di Luna, prezioso e antico diamante giallo originario dell'India, giunge in Inghilterra e viene donata a una giovane nobildonna di nome Rachel Verinder nel giorno del suo diciottesimo compleanno. Il gioiello, di valore inestimabile, scompare in circostanze misteriose quella notte stessa e un famoso investigatore, il sergente Cuff, viene incaricato di ritrovarlo. L'indagine, per quanto accurata, non porta ad alcun risultato e causa, anzi, sgomento e confusione sia tra i membri della famiglia Verinder che nella servitù. La narrazione, in cui tutti i personaggi sono apparentemente innocenti ma allo stesso tempo possibili colpevoli, si sviluppa seguendo le sorti della pietra di Luna, in un groviglio di eventi drammatici raccontati, di volta in volta, dai diversi protagonisti. A fare da sfondo a questo giallo così magistralmente costruito c'è una romantica storia d'amore che, insieme alla suspense e alla curiosità, tiene il lettore inchiodato al libro dalla prima all'ultima pagina. Riconosciuto come uno dei più grandi capolavori di Wilkie Collins, La pietra di Luna, alla sua uscita nel 1868, consacrò il clamoroso successo dell'autore e riuscì addirittura a destare l'invidia di Charles Dickens, suo grande amico e maestro.


venerdì 2 agosto 2024

Recensione La donna in bianco di Wilkie Collins

È arrivato il momento del librone dell'estate!

Pronti a conoscerlo?

La donna in bianco
di Wilkie Collins
Editore:
Fazi
Quale terribile segreto nasconde la misteriosa figura femminile che si aggira di notte per le buie strade di Londra? Questo è solo il primo di una serie di intrighi, apparizioni e sparizioni, delitti e scambi di identità che compongono la trama della "Donna in bianco", tessuta con magistrale sapienza da Wilkie Collins. Nel 1860 Charles Dickens pubblicò il romanzo a puntate sulla sua rivista «All the Year Round» suscitando uno straordinario interesse nel pubblico, che seguì per un intero anno le vicende della sventurata Anne Catherick e quelle degli altri personaggi, descritti con impareggiabile abilità psicologica, come l'impavida Maria Halcombe, il coraggioso Walter Hartright e l'affascinante quanto ambiguo conte Fosco. È passato un secolo e mezzo e le cose non sono cambiate. Anche il lettore moderno più smaliziato non può che rimanere piacevolmente intrappolato negli ingranaggi di questa straordinaria macchina narrativa, che ha segnato per sempre la tradizione del mistery, facendo guadagnare al suo autore l'attributo di "padre del poliziesco moderno".

lunedì 19 dicembre 2022

Recensione La donna in nero di Susan Hill

Miei cari lettori!
Credo proprio che questa sia l'ultima recensione per questo 2022 e che dire? Non va benissimo, proprio per niente. Neanche un po'.
Come concludere un anno alla grande!



L'edizione che ho letto io (Pollillo editore) non è più in commercio, quindi metterò la nuova ristampa.
La donna in nero
di Susan Hill

Editore: Mondadori
Pagine: 288
Prezzo: 13,00
Arthur Kipps, giovane avvocato londinese, viene incaricato di gestire l'eredità e presenziare al funerale della signora Alice Drablow, l'unica abitante di Eel Marsh House. L'antica dimora si erge in fondo a un sentiero percorribile solo con la bassa marea, immersa nella nebbia e nel mistero; ma ciò non basta a spaventare Arthur. È solo quando al funerale scorge una giovane donna vestita di nero che un sottile senso di inquietudine inizia a pervaderlo. Una sensazione che diventa via via più pressante quando, a Eel Marsh House, Arthur rivede l'apparizione, mentre gli abitanti del luogo si mostrano sempre più reticenti a parlare di quella figura misteriosa, e dei suoi veri scopi. Nonostante questi oscuri presentimenti, Arthur decide di portare a termine il suo incarico e, per mettere ordine tra i documenti di Alice, trascorre la notte nella casa. Una decisione di cui presto si pentirà.

venerdì 27 settembre 2019

|Recensione| Estremi rimedi di Thomas Hardy

BuonSalve mie stelle belle! ♡
Oggi torna su questo blog lo "zio" Hardy, ormai io e lui siamo entrati in confidenza e credo proprio che la mia vita sia stata scritta per mano sua. Non ho dubbi.
Estremi rimedi è la sua opera prima e da ieri la trovate in questa nuova veste grafica grazie alla Fazi che ringrazio anche per la copia digitale. ♡


Estremi rimedi
di Thomas Hardy
Editore: Fazi editore
Pagine: 541
Prezzo: 18,00
"Estremi rimedi" è il romanzo d'esordio di Thomas Hardy, in cui già si dispiegano tutti gli elementi che faranno la fortuna del suo autore: l'ispirazione gotica, un intreccio impeccabile, la magistrale caratterizzazione dei personaggi. Protagonista di questa storia è la giovane Cytherea Graye: rimasta orfana, la ragazza decide di trasferirsi con il fratello Owen in un'altra città, per trovare una casa e un lavoro e ripartire da zero. Qui, i due conoscono Edward Springrove, un collega di Owen, di cui Cytherea si innamora. Dopo vari tentativi andati a vuoto, la ricerca di un lavoro va a buon fine, e la protagonista viene assunta come dama di compagnia presso una ricca signora, Miss Adclyffe, il cui passato, si scoprirà poi, è legato romanticamente a quello della famiglia Graye. Tra le due donne si stabilisce un rapporto a metà strada fra l'affetto, la protezione, la devozione e la gratitudine reciproca. Proprio durante il soggiorno in casa della signora, Cytherea viene a sapere che non lontano da lì vive la famiglia del suo amato Edward, che però è già promesso a un'altra donna. Delusa e sconcertata, la protagonista decide di dimenticarlo: è a questo punto che entra in scena Manston, personaggio misterioso inspiegabilmente protetto e spalleggiato da Miss Adclyffe, il quale intraprende nei confronti della ragazza un lungo e bizzarro corteggiamento. L'intreccio narrativo, finora concentrato sul ritratto dei personaggi, si fa da qui in poi vivace e ricco di colpi di scena: incendi, fughe nella notte, inganni, suspense, persino un omicidio, fino alla conclusione, degna della migliore tradizione dei "sensation novels", cui Hardy si ispirò per costruire questo suo primo romanzo, affermandosi subito come una delle voci più brillanti della narrativa inglese.

giovedì 17 maggio 2018

Sotto gli alberi di Thomas Hardy |Recensione|

𝅘𝅥𝅮 You are my sunshine, my only sunshine 
You make me happy when skies are gray ♫

Oggi inizio in musica!
Che allegria, che gioia!
...
...
Tutto questo perchè oggi vi parlo di un libro di Thomas Hardy dove non muore nessuno!
Il libro esce oggi per la Fazi editore (che ringrazio per la copia digitale) in una nuova veste grafica!



Sotto gli alberi
di Thomas Hardy
Editore: Fazi editore
Pagine: 240
Prezzo: 17,00
Link d'acquisto: Amazon
Dick Dewy, figlio di un carrettiere e suonatore di violino, fa parte del coro della parrocchia di Mellstock, piccolo paesino immerso nella campagna inglese. Il giorno in cui il coro si esibisce alla scuola del paese, s’innamora a prima vista di Fancy Day, l’affascinante direttrice. Ma non è l’unico: dovrà infatti vedersela con numerosi altri pretendenti, fra i quali il nuovo vicario, il giovane e intraprendente Mr Maybold. Questi, oltretutto, animato da un desiderio di modernizzazione, è anche intenzionato a sostituire il vecchio coro e i suoi anziani membri con un organo meccanico. La battaglia per la sopravvivenza del coro sarà dura e costellata di peripezie. Ambientato in una splendida campagna inglese, Sotto gli alberi, dai toni allegri e idilliaci, è il più divertente tra i romanzi di Hardy e attinge con grande capacità affabulatoria alla migliore tradizione umoristica inglese. Tuttavia, la storia non manca di un retrogusto amaro, pervasa dalla consapevolezza di un mondo che, suo malgrado, sta diventando anacronistico. Scritto nel 1872 e periodicamente revisionato fino al 1912, il romanzo costituisce un importante passaggio all’interno dell’opera di Thomas Hardy, uno dei vertici assoluti della narrativa inglese, autore di classici intramontabili.

martedì 13 marzo 2018

Tess dei d'Urbervilles di Thomas Hardy |Recensione|

Mi è sempre difficile scrivere la recensione di un classico della letteratura, cosa potrei mai aggiungere io che non sia stato ancora detto?
Quando si ha di fronte un libro definito 'classico' si ha tra le mani qualcosa di eterno, un libro che nonostante siano passati anni o addirittura secoli viene ancora letto con la stessa voglia di scoperta dei tempi dell'uscita. Trovo che oggi siano davvero pochi i libri che in futuro vanteranno la definizione di classico, mentre ancora si continuerà ancora a leggere Jane Austen o Victor Hugo alcuni dei autori più moderni saranno quasi dimenticati.

E oggi sono qui per parlavi proprio di un classico che vede come protagonista una giovane donna, siete pronti a conoscere Tess?





La mia è un'edizione diversa non più
in commercio, ma questa qui presenta
la stessa traduzione.
Tess dei d'Urbervilles
di Thomas Hardy
Editore: BUR
Pagine: 449
Prezzo: 10,00
Link d'acquisto: Amazon
Una ragazza tenace e sfortunata, figlia della povertà dei campi, vittima dell'uomo e dell'età industriale: è Tess dei d'Urberville, protagonista di uno dei capolavori del romanzo vittoriano. La tranquilla contea inglese del Wessex, antica denominazione anglosassone del Dorset, è teatro di sordide vicende e di soprusi: l'ingenua Tess, ultima rappresentante di una nobile famiglia decaduta, viene sedotta e abbandonata in giovane età, costretta a seppellire un figlio nato malato, battezzato da lei stessa con il significativo nome di Dolore. Condannata come "donna perduta" dall'opinione comune, non si arrende alla propria condizione: cerca il riscatto attraverso il lavoro e il matrimonio con Angel Clare, figlio di un pastore evangelico, turbato dal passato tormentato della moglie. In un crescendo di vicende drammatiche, Tess troverà riposo solo all'ombra dell'antico tempio pagano di Stonehenge, come una vera vittima sacrificale dei tempi moderni.

mercoledì 24 gennaio 2018

La fattoria dei gelsomini di Elizabeth von Arnim |Recensione|

Buongiorno per tutto il giorno miei cari! ♥
Sono giorni in cui mi sento un po' MEH, sarà il tempo chissà...

Comunque.
Ecco per voi la recensione di un libro (ma va??), per fortuna ci sono loro!

Un grazie alla Fazi per la copia digitale!

La fattoria dei gelsomini
di Elizabeth von Arnim
Editore: Fazi editore
Pagine: 347
Prezzo: 15,00 euro
Link d'acquisto: Amazon
Lady Daisy e sua figlia Terry hanno invitato alcuni ospiti a trascorrere il fine settimana nella loro dimora di campagna. Ma la padrona di casa, di solito ineccepibile, non si rivela all'altezza. Più passa il tempo, più il soggiorno, che culmina in un interminabile pranzo, diventa un supplizio per tutti: il caldo è insopportabile, le interazioni obbligate alla lunga sfiancano, e il dolce all'uva spina, causa di imbarazzanti malesseri, è il colpo di grazia. Sempre più in- sofferenti, Mr Topham e il misterioso Andrew trovano rifugio in una lunga partita a scacchi, che si protrae fino a notte inoltrata, quando tutti gli altri sono già a letto. Peccato solo che la candida Terry, il mattino dopo, sappia chi ha vinto. A questo punto i sospetti di adulterio della moglie di Andrew diventano certezza: alla giovane Rosie non resta che mettere a punto la vendetta. E quale miglior alleata, se non la madre, l'esuberante Mrs de Lacy, scaltra come poche, che non vede l'ora di irrompere sulla scena, avendo già fiutato l'occasione per guadagnarci qualcosa?

mercoledì 19 luglio 2017

La signora di Wildefell Hall di Anne Brontë |Recensione|

Sogno o son desta?
Oggi non fa caldo!

CHE MERAVIGLIA!

E passiamo ad un'altra bella cosa: la recensione di un libro bellissimo!




La signora di Wildefell Hall 
di Anne Brontë 
Editore: Newton Compton
Pagine: 384
Prezzo: 4,90 euro
L’arrivo della vedova Graham nell’isolata e cadente dimora di famiglia, sperduta nella campagna inglese, è un evento per la piccola comunità di Wildfell Hall. Avvenente e ritrosa, la donna ha deciso di mantenere il massimo riserbo sul proprio conto, dedicandosi solo alla pittura e alle cure del piccolo figlio Arthur. Il suo atteggiamento dimesso, però, altro non fa che dare la stura a pettegolezzi e dicerie, e persino Gilbert Markahm, il giovane gentiluomo di provincia che dà la voce al romanzo, finisce per prestare credito alle malevole voci su di lei e rinuncia alla sua amicizia. Quali tremendi segreti nasconde Helen Graham? Direttamente dalle pagine del suo diario apprendiamo la sua travagliata e torbida storia: una storia che fa di lei un esempio di coraggio e determinazione, una vera e propria femminista ante litteram, un modello di forza d’animo e di indipendenza, ancor più rivoluzionario nel 1848, anno in cui fu pubblicato il romanzo, ma di grande attualità anche oggi.


Una cosa è certa: con me le sorelle Brontë non sbagliano un colpo!
Oggi non voglio parlarvi nè della mia amata Charlotte o di Emily, ma della più piccola e meno conosciuta, Anne.
Di Anne abbiamo solo due opere: Agnes Gray e La signora di Wildfell Hall, io ho avuto il piacere di leggere entrambi i libri, un piacere che è stato un crescendo perchè se avevo trovato carino il primo nel secondo ho visto la vera bellezza!
In Agnes Gray la Brontë analizza in modo molto accurato la società vittoriana, mentre in questo suo secondo romanzo focalizza il suo racconto sulla situazione della donna che in quest'epoca non era molto favorevole. Quante volte abbiamo pensato che ci piacerebbe vivere in un libro della Austen o di una delle sorelle Brontë?
Sicuramente il periodo vittoriano è molto affascinante, fatto di sentimenti e passioni, ma avete mai pensato come sarebbe viverci?
Forse non sarebbe un granché. Certo, avremmo la possibilità di incontrare il nostro Mr. Darcy o il nostro Mr. Rochester, ma a quale prezzo?
Una libertà limitata, matrimoni combinati e una scarsa considerazione delle proprie capacità.

La signora di Wildefell Hall è un romanzo ambientato nel 1827, ma se prendiamo alcuni aspetti potrebbe benissimo essere ambientato ai giorni nostri, mi sono bastate pochissime pagine per capirlo: nessuno sa farsi gli affaracci suoi, tutti devono sapere tutto di  tutti, si sparla a destra e a manca e appena vi è il nuovo arrivato che non si adegua al loro stile di vita viene subito etichettato come 'strano' e messo alla gogna, ovviamente senza nemmeno prendersi la pena di conoscerlo.
Questo è quello che accade alla signora Graham, una giovane vedova che ha come unica colpa quella di essere una persona riservata e soprattutto con delle idee molto precise sul suo essere donna, idee che non vengono viste di buon occhio, ovviamente.
Helen Graham è una donna molto misteriosa e crea intorno a sè molte voci e pettegolezzi, è tutto un sentito dire e pochissima è la gente che cerca di capire qual è la verità, uno di questi è Gilbert un giovane uomo che piano piano viene catturato dal fascino della donna e nonostante i suoi molti tentativi di approccio, anche attraverso il figlio, vengono fermati da un'apparente indifferenza.
Un'indifferenza che nasconde una storia.

"Basta guardare qualcuno negli occhi, a volte, per conoscere la sua anima e misurarne altezza, larghezza e profondità nel giro di un'ora. Allo stesso modo, se quella persona non volesse o se non avessi tu stesso la capacità di guardarla in quel modo, non ti basterebbe una vita per capire davvero la su anima."

E così grazie alle pagine del diario di Helen veniamo a conoscenza della sua vita del suo primo amore e quello che ne è derivato: un matrimonio che credeva perfetto, ma che si è rivelato infelice, un marito perfetto che a poco a poco mostra di essere un essere rozzo e primo di senno e che accusa Helen di colpe che non ha.
La giovane donna si ritrova così incastrata in un buco nero senza via d'uscita, dove non ha possibilità di scelta e l'unica cosa da fare è fingere che vada tutto bene anche se così non è: Helen è costretta a subire un marito alcolizzato, tradimenti e bugie senza poter dire nulla e dove le viene addirittura detto che tutto questo è colpa sua. Fortunatamente Helen si rivela essere una donna forte e molto testarda e nonostante il suo iniziale turbamento riesce a far fronte a tutto questo con astuzia e molto, molto coraggio.
In queste pagine, nella storia di Helen, vi è il racconto di molto donne che ieri come oggi vivono in uno stato di violenza che può essere fisica o psicologica, la nostra protagonista nonostante l'epoca in cui vive ha trovato il mondo per uscirne fuori e la cosa più assurda che oggi molte, invece, non riescono a farlo.

Questa è stata una lettura che mi ha lasciato molto e il fatto che questo libro, come la stesa Anne, siano poco conosciuti mi lascia molto stupita, credo che alcuni romanzi molto belli siano sempre più messi da parte per dar spazio a quelli più noti e conosciuti e così non sappiamo la bellezza che perdiamo. L'unica cosa che posso consigliarvi è di leggere questo libro, fatelo!
     
VOTO FINALE
☆☆☆☆☆ su cinque

Spero che con questa recensione vi sia arrivato il mio ammmore per questo libro!

giovedì 13 luglio 2017

Due occhi azzurri di Thomas Hardy |Recensione|

Buongiorno miei cari!
Vi ho detto che non mi sarei più lamentata del caldo, perciò taccio...ma fa caldo!
TANTO CALDO.
MUOIO.

Emh, emh..., parliamo di cose più piacevoli: i libri!
In questo periodo vi sto sommergendo di recensioni anche se vorrei fare qualcosa di diverso, ma il mio cervello va in surriscaldamento e non riesco a fare altro...

Il romanzo di cui vi parlerò a breve esce proprio oggi ed è molto interessante!

Un grazie alla Fazi che mi ha omaggiato di una copia digitale. ♡


Due occhi azzurri
di Thomas Hardy
Editore: Fazi editore
Pagine: 428
Prezzo: 18,00 euro
Link d'acquisto: Amazon 
La bellissima e volubile Elfride, orfana di madre e unica figlia del pastore Swancourt, si innamora di Stephen Smith, giovane architetto di Londra erroneamente ritenuto di nobili origini. Poi, quando questi per poterla sposare accetta un incarico in India, Elfride conosce l’affascinante e maturo Henry Knight, antico mentore di Stephen; ben presto Knight, come già era accaduto al suo pupillo, perde la testa per la fanciulla. Elfride, divisa tra la promessa di fedeltà a Stephen e la nuova passione per Knight, infine accetta la proposta di matrimonio di quest’ultimo. Ma ancora una volta le cose non vanno come immaginato: una presenza oscura dal passato di Elfride insinua in Knight il tarlo del sospetto sull’onestà della sua futura sposa e il fidanzamento è sciolto. Smith e Knight si incontreranno casualmente qualche anno più tardi, entrambi si scopriranno ancora innamorati di Elfride, ma ormai sarà troppo tardi. Terzo romanzo di Hardy, fu il primo che lo scrittore pubblicò a nome suo: una grande storia sulla gelosia e sui dubbi del cuore da uno dei massimi esponenti della letteratura vittoriana.



Thomas Hardy perchè non ti ho conosciuto prima? 
Perchè non ho deciso prima di leggere un tuo libro?
Perchè? 
Fortuna che ho rimediato grazie a questo 'piccolino'!

Due occhi azzurri è il primo libro di quest'autore che leggo e devo dire che come primo approccio non è andato per niente male, anzi.
Lo stile narrativo di Hardy è molto descrittivo per niente pesante ma molto poetico, durante la lettura è facile immaginarsi all'interno del paesaggio e stare accanto ai personaggi. L'ambientazione avrà dei ruoli importanti all'interno della storia, ma la vera protagonista sarà la natura umana e in particolare verranno presi in considerazione la gelosia e il sentimento che più scuote l'animo umano: l'amore e Hardy mi è sembrato un grande maestro nel scandagliare ogni emozione.

Al centro della vicenda ci sarà Elfride, una giovane donna che dell'amore conosce solo quello che ha letto dai libri e nient'altro e questo la rende volubile, ingenua e (lasciatemelo dire) molto sciocca. Questa ragazza non è un'eroina, ho trovato davvero poco che me la facesse apparire come tale, di sicuro ha una certa caparbietà, ma si lascia sopraffare dagli eventi e dall'amore stesso, Elfride in tutta questa storia assume quasi la figura della vittima.
Vittima delle convinzioni sociali dell'epoca il cuore di Elfride non sa a chi rivolgere il suo amore: per la prima volta le sue attenzioni sono rivolte al giovane Stephen, un giovane architetto dall'animo buono e leale che non perde tempo a corteggiare la ragazza che cade presto tra le sue braccia. Un amore che non può andare lontano visto che il padre di lei non accetta le umili condizioni del ragazzo e così il loro amore è destinato a rimanere segreto, ma vivo, nei cuori dei giovani amanti, che li porterà a commettere delle scelte impulsive, ma alla fine il loro sarà un amore a distanza.
Riuscirà a resistere?
Se avete letto la trama conoscete la risposta.

Il cuore di Elfride è confuso e in balia della corrente decide di arenarsi tra le braccia di un altro uomo più maturo, Harry, e che il padre vede di buon occhio. Sinceramente questo è stato un comportamento che ho mal sopportato, le sue spiegazioni sono campate per aria e non da nessun chiarimento al povero Stephen.
Nonostante questo Elfride continua la sua relazione con Harry, ingannandolo e vivendo con il costante senso di colpa e la paura che il suo passato venga scoperto.
Potete immaginare la mia rabbia mentre leggevo tutto questo, purtroppo questo è un comportamento che non accetto e che mi ha fatto provare poca pena nei confronti di Elfride, si è messa nei guai con le sue stesse mani e  per quanto il decoro dell'epoca abbia delle regole molto rigide, non è quello che mette completamente in difficoltà la ragazza ma il fatto che abbia preso con troppa leggerezza le questioni del cuore.

Ovviamente questo triangolo amoroso creerà delle situazioni imbarazzanti, anche perchè i due uomini si conoscono e nutrono molta stima l'un l'altro...peccato che l'amore trova sempre il modo di mettersi in mezzo!

Il finale è tragico...ma non vi dico altro.

Conto presto di avere tra le mani gli altri libri di Hardy, ho già provveduto a recuperare Tess dei d'Urbervilles, sono impaziente di leggerlo! (Postino volendo...)


VOTO FINALE
☆☆☆☆ e mezzo su cinque

Voi avete letto qualcosa di quest'autore?
Se non l'avete ancora fatto correte in libreria! ADESSO!


Alla prossima,

sabato 4 giugno 2016

Una storia comune di Ivan Gončarov |Recensione|

Fermi tutti!
Il blog ha superato le 10mila visualizzazioni e io me ne sono accorta solo adesso?
OH MISERIACCIA!


Ma bando alle ciance!
Sono qui per parlarvi un libro che...beh...mi ha annoiato.
Cioè non è che non mi sia piaciuto, ma ad un certo punto mi son detta "Ma non finisce più??"
Ma di cosa sto parlando?
Bene.
Ve lo mostro subito.


Una storia comune
Autore: Ivan Gončarov
Editore: Fazi Editore
Pagine: 285
Prezzo: €18,00
Link d'acquisto: Amazon
Una storia comune racconta le vicende di Aleksandr Aduev, un giovane romantico e sognatore che si trasferisce dalla provincia, dove la madre lo ha sempre coccolato, a San Pietroburgo a casa dello zio Pjotr, un pragmatico capitalista sposato con Lizaveta Aleksandrovna, una bellissima donna molto più giovane. Aleksandr crede nell’amore eterno, nell’amicizia indissolubile e soprattutto si reputa un grande poeta. Lo zio, uno dei caratteri più indimenticabili della letteratura di sempre, cerca di orientarlo verso una visione più realistica della vita.
Il romanzo è una vicenda umoristica travolgente, una narrazione serrata intorno allo scontro di due mondi che sembrano in apparenza irriducibili. Il registro di Gončarov è la comicità: un’intelligenza che nasce da Puškin e continua in Gogol’ e negli altri grandi del suo tempo. Gončarov è il maestro di una verità che spesso dimentichiamo: la vita deve continuare a nutrirci con qualcosa di intangibile, qualcosa che soltanto il riso sa conservare nell’assurda idiozia delle nostre azioni. Scritto in prosa e versi e pubblicato nel 1847, è il primo libro di una trilogia (a cui seguono il celebre Oblomov e Il burrone). Dimenticato per oltre un secolo a causa della sua mancanza di impegno politico e sociale, il libro viene oggi riscoperto come un grande capolavoro della letteratura russa dell’Ottocento, al pari dei grandi Tolstoj, Dostoevskij, Leskov e Gogol’.

Forse fra me e i russi non c'è feeling e forse non andiamo d'accordo, ma sta di fatto che questo libro ad un certo punto si è rivelato pesante, faticavo a leggerlo e ogni pagina sembrava durare un'eternità, ma dall'altro canto la storia era interessante e in un certo senso aveva attirato la mia attenzione e dovevo sapere come finiva, non lascio i libri a metà (tranne per Anna Karenina che giace incompiuto sulla libreria da anni) e questo non sarebbe stata l'eccezione, ma credetemi quando vi dico che avrei voluto abbandonarlo a metà.
Non l'ho fatto, però.
Ho continuato.
E sono arrivata alla fine.
Un applauso per me.



Passiamo al libro.
Il suo titolo è Una storia comune, ma credo che sarebbe andato bene anche Una storia di illusioni, perchè è intorno a queste che gira l'intero libro, ma in fondo tutti noi abbiamo delle illusioni e immagino che storie come quella di Aleksandr siamo molto comuni.
Tutto ebbe inizio quanto il giovane Aleksandr decise di lasciare il suo paesino di provincia per andare nella grande Pietroburgo per poter vivere la propria vita fatta di sogni e di speranze, perchè il giovane è un sognatore, uno di quelli che sogna la vita che legge nei libri e l'amore tanto idealizzato dai poeti che ama, ma il cuore di Aleksandr è un cuore puro che non conosce la cattiveria del mondo e la bassezza del genere umano e non sa a cosa sta andando in contro.
Purtroppo per lui i suoi sogni si scontrano con un grande muro chiamato libertà e niente, neanche i sogni più appassionati resistono quanto questa diventa troppo forte.
Ed è proprio quello che succede a quelli del giovane ragazzo.

Vengono distrutti.
Dilaniati.
Non ne resta più niente.

Tranne una malevola indifferenza che avvolge tutto, come un gas tossico che non lascia più niente di vivo.
Così come i suoi sogni Aleksandr perde anche se stesso.
Perde il suo "sentimento" che all'inizio del libro era forte, potente e a volte anche esagerato.
Ma se da un lato abbiamo il sentimento di Aleksandr dall'altro abbiamo la "ragione" dello zio Pjotr, uomo di sostanza che crede solo in quello che riesce a toccare, tanto meno crede all'amore che per lui è solo un'abitudine ed è proprio lui che porta il nipote a credere che i sogni, le speranze e l'amore siano qualcosa di futile, un qualcosa che si consuma, ma alla fine entrambi dovranno ricredersi.

Indubbiamente questo è uno di quei libri che offre molti spunti di riflessione.
E' facile rivedersi nell'Aleksandr del prima, il sognatore per eccellenza, e ancora di più in quello del dopo, l'illuso, mi è capitato così tante volte di illudermi in passato che ho perso il conto e forse per questo sono un po' diventata come il caro zio, sono proprio una via di mezzo fra i due: una sognatrice a metà, ma starò qui a parlar di me...
L'unica cosa (e la più grande) che ho 'odiato' di questo libro è lo stile dell'autore che è indubbiamente russo, non troppo descrittivo come Tolstoj ma che ho trovato parecchio ridondante e, sì, un po' noioso in alcuni punti, ma non vi nascondo che in alcuni punti mi son fatta alcune risate, soprattutto quanto Aleksandr nei suoi accessi d'affetto corre ad abbracciare lo zio e lui lo blocca sul nascere.
Ho immaginato questa scena...


E con questa mia 'fantastica' uscita la mia recensione finisce qui.
Ringrazio ancora la Fazi per avermi permesso di leggere questo libro che, ahimè, ho fatto davvero tanto fatica a finire!

Voi cosa ne pensate?
Aspetto i vostri pareri, come sempre!





venerdì 8 aprile 2016

Armadale di Wilkie Collins |Recensione|

BuonSalve lettori cari.

Finalmente riesco a scrivere questa recensione!
Non ho avuto un attimo di tempo per stare al pc, ma adesso con la mia tazza di tè verde vicino e tutta la tranquillità del molto riesco a parlare di questo libro la cui storia mi ha incuriosito parecchio.

Armadale
Autore: Wilkie Collins
Editore: Fazi Editore
Pagine: 800
Prezzo: € 18,50
Link d'acquisto: Amazon
Armadale è un nome, ma il romanzo non è la storia del personaggio che lo porta. È piuttosto la storia del nome stesso, anzi del mistero che vi si cela. Perché sono quattro gli Allan Armadale coinvolti nella vicenda, due padri e i rispettivi figli: opera del destino o del caso? Quando l’anziano Allan Armadale, in punto di morte, affida a una lettera una confessione terribile, non immagina nemmeno lontanamente le ripercussioni che ne seguiranno: il segreto che rivela coinvolge la misteriosa Lydia Gwilt, tentatrice dai capelli rosso fuoco, bigama, dipendente dal laudano e avvelenatrice di mariti. I suoi maliziosi intrighi carburano la trama di questo dramma appassionante: una storia di identità confuse, maledizioni ereditate, rivalità amorose, spionaggio, denaro… e assassinio.




Sicuramente quello che mi ha fatto avvicinare a primo impatto a questo libro è stata la sua meravigliosa copertina e anche la mia curiosità nei confronti di Wilkie Collins, autore che non avevo ancora avuto modo di 'conoscere', ma Armalade ha saputo fare le giuste presentazioni.

La storia di questo libro nasce da un nome, per l'appunto Armadale, dalle persone che lo portano e dal mistero che queste durante il corso del libro vivranno.
In questa storia i due protagonisti principali per una serie di circostanze che vengono spiegate nel Prologo, condividono lo stesso nome: Allan Armadale, il primo è un ragazzo semplice e ingenuo che conosce ancora poco la vita, mentre l'altro, che per l'intero romanzo si farà chiamare Ozias Midwinter, è un ragazzo che nel corso dei sui anni non ha mai avuto una vera e propria famiglia o una casa, tanto da considerare il suo miglior rifugio il cielo stellato.
I due ragazzi sembrano non avere niente in comune, ma un filo sottilissimo li lega, lo stesso che in passato ha legato i loro padri e che si è rotto in maniera tragica, sono legati dal loro nome e questo in caso di un loro incontro potrebbe essere la loro rovina.
E l'incontro avviene, ma entrambi inconsapevoli del passato che li accomuna instaurano un rapporto che diviene ben presto fraterno, fino a che...
...Ozias, letta una lettera del defunto padre, viene a conoscenza del passato che li lega e crede che il suo destino sia quello di porre fine alla vita del suo fraterno amico Allan e da questo nasceranno una serie di misteriose circostanze che lo porteranno sempre più a credere a questa sua folle idea.
Man, mano che la vicenda prosegue si vengono a conoscere altri personaggi che renderanno più ricco il romanzo, tra cui la donna che porterà un po' di scompiglio in tutta la storia:  Miss Lidya Gwilt, donna astuta e molto bella che sa come usare il suo fascino per portare qualsiasi situazione a suo vantaggio ed è proprio quello che cercherà di fare e metterà a repentaglio la vita di uno dei due Allan pur di arrivare al suo scopo, anche se alla fine non tutto andrà come si aspettava...


Armadale è stato uno di quei libri che non mi ha fatto staccare gli occhi dalle sue pagine, indubbiamente per la sua storia ricca di mistero che mi ha fatto andare avanti spinta dalla curiosità di sapere come sarebbe andata a finire e nonostante alcune parti del libro, soprattutto alcune di quella centrale siano state un po' pesanti,lo stile di Collins non rallenta la lettura, ma in voglia il lettore nel proseguirla per sapere cosa nasconde ogni capitolo. Inoltre ha saputo ben caratterizzare ogni personaggio che ho trovato molto reali e ognuno con i propri lati da scoprire: Allan, il giovane ingenuo alcune volte proprio per questa sua caratteristica risulta proprio irritante, e Ozias che è uno di quei personaggi che definirei quasi dannati, perchè crede che il destino abbia in serbo per lui qualcosa di orribile e per questo si lascia influenzare da esso e dalla superstizione legata a un nome e a un sogno.
E sia la superstizione che il destino giocano un ruolo importantissimo in questo romanzo e fa porre al lettore una domanda: il nostro destino è già stato scritto o in qualche modo possiamo cambiarlo?



Questa mia recensione si conclude qui, spero vi sia piaciuta.

Voi avete letto questo libro e cosa ne pensate?
Come sempre aspetto i vostri commenti qui sotto.


domenica 7 febbraio 2016

Le anime bianche di Frances H. Burnett |Recensione|


Buon salve anime belle e buona domenica!

Finalmente oggi riesco a scrivere la recensione di Le anime bianche di Frances H. Burentt della Panesi Edizioni che la traduttrice Annarita Tranfici mi ha gentilmente inviato (maggiori info qui).
Questa è la prima traduzione italiana di questo romanzo della Bunett, infatti risulta essere uno dei meno conosciuti dell'autrice, famosa per romanzi che credo abbiano segnato l'infanzia di molti di noi, come Il piccolo Lord, La piccola principessa e Il giardino segreto.