EMH.
C'è qualcuno?
Scusate, c'è un po' di polvere qui intorno. NON SCRIVO UNA RECENSIONE DA NOVEMBRE. Miseriaccia. (Mi ricorderò come si fa???)
Sul perchè magari scrivo un post separato che è meglio. Oggi l'attenzione deve essere tutta sul libricino di cui sto per parlavi.
Vi ricordate di The Jasmine Throne?
di Tasha Turi
Serie: The Burning kindoms #2
Editore: Fanucci
La profezia del dio senzanome – le parole che hanno dichiarato Malini la legittima imperatrice di Parijatdvipa – si è rivelata tanto una fortuna quanto una maledizione. Malini è determinata a reclamare il trono che il destino le ha offerto, ma nonostante il cuore avvelenato dalla rabbia e un esercito di uomini fedeli al suo fianco, deporre il fratello sarà una lotta brutale e sanguinosa. Il potere delle acque immortali scorre nel sangue di Priya. Sacerdotessa rinata tre volte e anziana di Ahiranya, sogna di vedere il suo paese liberato dal marciume che lo affligge, ovvero dal crudele dominio di Parijatdvipa e dalla malattia che si sta diffondendo in tutti gli esseri viventi. Sebbene i loro cammini si siano divisi, le anime di Malini e Priya restano intrecciate come i loro destini: salvare il regno da coloro che preferirebbero vederlo bruciare. Ma a quale prezzo?
Perché, oh dio dei libri?
Abbiamo tutto.
Due protagoniste che che si completano a vicenda.
Una narrazione che non perde mai colpi.
Intrighi politici.
Un buon sistema magico.
Volete la storia saffica? C'è pure quella. (forse manca lo spicy, sarà questo il problema??)
Questo secondo volume de The Burning Kingdoms non ha disilluso le mie aspettative, ma dovete tenere ben presente che è il secondo libro di una trilogia e quindi ha quella che chiamo "la maledizione del libro di mezzo", è una storia di transizione che unisce i due libri e ci permette di entrare meglio nella storia che si fa più complessa.
Ciò non toglie che abbia la sua buona dose di avvenimenti.
Malini sta cercando di conquistare il suo trono e per fare ciò deve buttare fuori dai piedi quello stron...emh, suo fratello e per fare ciò non sarà indulgente, non userà la bontà. Oh, no. Malini ha anche la sua dose di cattiveria e mi piace un sacco! Lo avevo detto nella recensione del primo libro: lei non è la classica eroina dei libri, lei non è buona. Malini è affilata come una spada.
Per bilanciare questi spigoli però abbiamo Priya, la nuova anziana del tempio, colei che è nata tre volte. La magia scorre potente nelle sue vene, ma questo non la rende meno umana, tutt'altro. Però non consideratela debole.
Il loro rapporto è intenso e proibito, e fin dall'inizio ho pensato "queste due mi faranno morire" e arrivata alla fine...be', non avevo torto.
Abbiamo tutto.
Due protagoniste che che si completano a vicenda.
Una narrazione che non perde mai colpi.
Intrighi politici.
Un buon sistema magico.
Volete la storia saffica? C'è pure quella. (forse manca lo spicy, sarà questo il problema??)
Questo secondo volume de The Burning Kingdoms non ha disilluso le mie aspettative, ma dovete tenere ben presente che è il secondo libro di una trilogia e quindi ha quella che chiamo "la maledizione del libro di mezzo", è una storia di transizione che unisce i due libri e ci permette di entrare meglio nella storia che si fa più complessa.
Ciò non toglie che abbia la sua buona dose di avvenimenti.
Malini sta cercando di conquistare il suo trono e per fare ciò deve buttare fuori dai piedi quello stron...emh, suo fratello e per fare ciò non sarà indulgente, non userà la bontà. Oh, no. Malini ha anche la sua dose di cattiveria e mi piace un sacco! Lo avevo detto nella recensione del primo libro: lei non è la classica eroina dei libri, lei non è buona. Malini è affilata come una spada.
Per bilanciare questi spigoli però abbiamo Priya, la nuova anziana del tempio, colei che è nata tre volte. La magia scorre potente nelle sue vene, ma questo non la rende meno umana, tutt'altro. Però non consideratela debole.
Il loro rapporto è intenso e proibito, e fin dall'inizio ho pensato "queste due mi faranno morire" e arrivata alla fine...be', non avevo torto.
La storia tuttavia non ruota solo attorno a loro, ci saranno diversi personaggi a far da contorno (mi ripeto citando la precedente recensione: sono troppi), ma fra questi spiccano Rao e Bhumika, quest'ultima l'ho particolarmente apprezzata per la sua capacità di far fronte ai problemi che nascono all'interno del tempio dell'Hirana e credetemi non sono pochi: gli yaksa, le loro divinità sono tornate, e non sono magnanime.
Anzi.
Anzi.
Il libro si chiude con molte domane e le due protagoniste si ritrovano davanti a un bivio, ciò le porterà a fare i conti con ciò che la loro posizione e la loro gente richiede.
Un secondo libro che prosegue in maniera egregia quello che è stato il primo (pure con gli stessi "difetti") e io non vedo l'ora di scoprire cosa mi lascerà il terzo.
Un secondo libro che prosegue in maniera egregia quello che è stato il primo (pure con gli stessi "difetti") e io non vedo l'ora di scoprire cosa mi lascerà il terzo.
VOTO FINALE
⭐⭐⭐⭐ su cinque
Direi che ancora qualcosina la so scrivere, credo!
Alla prossima,
Alla prossima,




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