giovedì 4 agosto 2022

Recensione La gazza di Elizabeth Day

Pronta prontissima con una nuova recensione!
Questa volta vi parlo di un thriller psicologico, non ne vedevate da un po' su questo blog, vero??

Allora pronti??



La gazza
di Elizabeth Day

Editore: Neri Pozza
Pagine: 400
Prezzo: 19,00
La porta grigia, i mattoni del colore delle nocciole tostate, la strada alberata e silenziosa per Londra, il quartiere ben frequentato: una casa perfetta per Marisa, illustratrice di libri per ragazzi, il rimedio a tutto ciò che nella sua vita chiede di essere riparato. Come lo è Jake, naturalmente, confortante come una pietra calda sul palmo della mano. Certo, quando la signora dell’agenzia immobiliare ha aperto la vetrata sul giardino, un uccello è volato dentro. Una gazza bianca e nera, che ha sbattuto contro le pareti prima di sfrecciare fuori, mandando in frantumi un vaso. Per Marisa, però, quell’apparizione improvvisa ha prodotto soltanto una lieve punta di disagio. Nessun segno infausto può offuscare il suo sogno di vivere con Jake e formare con lui una famiglia. Nei mesi successivi trascorsi in quella casa, la vita si svolge perciò, per la giovane illustratrice, come una vera e propria commedia romantica in cui le basta un semplice sguardo di Jake per capire che quell’uomo, cosí poco espansivo nei gesti e nelle parole, è la persona con cui condividere il resto dei suoi giorni. Finché un mattino arriva Kate, l’inquilina destinata a occupare la stanza di sopra, dato che i soldi non bastano mai. Bruna e disinvolta – l’esatto opposto di Marisa nell’aspetto –, trentaseienne critica cinematografica, Kate fa subito suo lo spazio comune della casa, abbandona le scarpe all’ingresso, si intrufola in ogni angolo, lascia lo spazzolino da denti accanto al loro anziché nel bagno di sopra, rivolge indelicate domande sul loro desiderio di avere un figlio, lancia sguardi insistiti a Jake. La sua invadenza si fa via via insopportabile per Marisa. Jake tenta di rassicurarla, ma nemmeno la notizia della sospirata gravidanza riesce a distogliere Marisa dalla sensazione sgradevole di avere un ospite ingrato in casa. Qualcosa non va in Kate: quella donna coltiva qualche oscuro disegno e non si fermerà finché non l’avrà realizzato. Dopo il successo de Il party, Elizabeth Day ritorna con un romanzo psicologico che ha ottenuto grande consenso di critica e di pubblico in Inghilterra. Un’opera che parla di maternità desiderata, di relazioni disfunzionali, dell’irreparabile danno del dolore, della realtà che prende la forma dell’ossessione. Con due voci narranti che si contendono la scena in un gioco di prospettive dal finale sorprendente.

Potrei iniziare questa recensione con un consiglio di mia nonna, ma sarebbe come anticiparvi qualcosa della storia e non va bene, vi dirò semplicemente di ascoltare i consigli delle nonne: non fanno mai male.

Comunque.

Questo libro vi farà dubitare del vostro giudizio, arrivata alla seconda parte mi sono sentita frastornata e un po' presa in giro (in senso buono), un bel colpo di scena ha svoltato l'intero libro.
La gazza è una di quelle storie in cui si entra dentro la vita dei personaggi e viene scandagliata in ogni sua parte, soprattutto quella psicologica e qui cari miei, abbiamo davvero un bel gruppo di casi umani...ehm!
Davvero non so da cosa iniziare prima.

Al centro vi sono due donne: Marisa e Kate, diversissime per aspetto e carattere. La prima dalla spiccata vena artistica, sembra essere un raggio di sole, l'altra rigorosa, più organizzata e spigolosa. Cosa le unisce? Apparentemente nulla, forse solo il destino che porta a far convivere loro e Jack, il compagno di Marisa ed è proprio lei che per prima l'autrice ci fa conoscere e da subito si capisce che l'arrivo di Kate ha stravolto la sua vita perfetta.
Perché di questo si tratta: una nuova casa grande e spaziosa con l'uomo con cui ha avuto un colpo di fulmine istantaneo, grandi progetti per il futuro e una nuova famiglia da creare con una nuova vita dentro di sè, ma poi arriva Kate a spaccare questo quadro idilliaco.

I miei pensieri in questa parte del libro sono stati tanti e tutti poco lusinghieri nei confronti di Marisa che riesce solo a essere irritante e avere un unico e solo pensiero "Un bambino risolverà tutto"  e soprattutto di Jack che si rivela essere un inetto circondato da donne con un carattere forte che se lo rigirano come un calzino, il perfetto esempio di uomo manichino.
Santo cielo, quanto mi sono stati sulle scatole!
In effetti, devo dire che nessuno dei personaggi spicca per simpatia, neanche quando a prendere in mano il racconto e Kate. Sono tutti molto presi dai loro bisogni e egoisti in modo sibillino. L'autrice è stata molto abile nel dipingerli e creare i loro legami, personaggi e caratterizzazioni, da questo si nota il vero talento dell'autore, anche perché è stata molto abile nell'ingannare il lettore facendo sì che questi legami si alterassero in un modo tale che mai mi sarei aspettata!
PERÒ.
*ta ta ta daaaaa*
Elizabeth Day non è stata altrettanto brava nel dare una degna conclusione. In breve: è stata così frettolosa e per alcuni versi campata in aria che non mi ha dato la minima soddisfazione.
Ovviamente non vi dico di più, ma ho sentito molta superficialità su come determinate cose siano state trattate, come un disturbo mentale che trova soluzione in...boh? Mezza pagina? Sì. Questo mi ha parecchio delusa, quel finale MEH. Troppo semplicistico e quasi, favolistico (??),  dalla serie "e vissero tutti felci e contenti", ma con dei traumi ben evidenti.

Un peccato.
Perch il suo stile riesce a essere davvero incalzante (anche se un po' descrittivo a volte) e sa dare una buona introspezione ai personaggi e alla stessa storia, ma il finale ha rovinato un po' tutto.

VOTO FINALE
★★★ e mezzo su cinque

Cosa ne pensate?
Alla prossima,






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