lunedì 12 giugno 2017

Madre del riso di Rani Manicka |Recesione|


Buongiorno miei cari. ♡
Oggi sono un tantino assonnata, forse dovrei dormire un po' di più! Vorrei proprio capire come fanno certe persone ad addormentarsi appena poggiano la testa sul cuscino, se lo sapete SPIEGATEMELO!
Io non riesco neanche con la camomilla...
...ma comunque, una nuova settimana è iniziata e io sono pronta con una nuova recensione, siete curiosi di saperne di più?

Madre del riso
di Rani Manicka 
Editore: Mondadori
Pagine: 475
Prezzo: 5,90 euro
Ceylon, inizi del Novecento. Una giovane viene data in sposa a un uomo malese molto più vecchio di lei che per averla si finge ricchissimo. La ragazza è costretta a seguirlo in Malesia e scopre che l'uomo, tra l'altro bruttissimo, è solo un modesto impiegato e vive in povertà. Da quel momento sarà lei la vera "colonna" della famiglia, sia moralmente che economicamente. Malese, ma residente in Inghilterra, laureata in economia, Rani Manicka firma questa saga femminile ambientata nel cuore esotico della sua terra natale.


 

 "In questa casa la nostra Madre del riso è tua nonna. È lei che custodisce i sogni. Guarda bene e vedrai che siede sul suo trono di legno e tiene nelle mani forti tutte le nostre speranze e i sogni, garndi e piccoli, i tuoi e i miei.
Gli anni non la indeboliscono."

È molto difficile scrivere la recensione di questo libro e non vi nascondo che stavo pensando anche di non pubblicarla, ma alla fine eccomi qui.
Perchè questo libra racconta una storia molto intensa, una storia che inizia con un donna ragazzina e finisce con un'altra donna, le due nonostante facciano parte della stessa famiglia non potrebbero essere più diverse: la prima è Lakshmi e la seconda è Dimple, la sua pronipote.
Tutto ha inizio con Lakshmi che deve abbandonare la sua terra per un matrimonio alla giovane età di quattordici anni, questo la porta in Malesia dove avrà a che fare con una nuova lingua, nuovi posti e soprattutto una nuova vita. Lakshmi crescerà in fretta, il suo matrimonio si è rivelerà un inganno: si aspettava una vita fatta di lussi accanto un uomo che credeva ricco e potente e invece si ritroverà in un casetta di legno con un uomo che contrae debiti in continuazione, ma dall'animo dolce e buono, la ragazza però non si lascia intimorire dalle avversità  e troverà dentro di sè una forza e una caparbietà che l'accompagneranno durante tutta la sua vita.
Quello che risalta in questo libro è sicuramente il dolore che è presente in ogni pagina di questo libro, alcune volte in maniera un po' più lieve e altre molte in maniera così marcata che leggerlo era diventato quasi un'angoscia, ma nonostante questo Lakshmi lotta per la sua famiglia e per i suoi figli facendo di tutto per mettere loro di avere quello che lei ha perso, ma il dolore e la sofferenza è sempre lì dietro l'angolo. Alcune volte ha il volto della povertà, altre volte, le più crudeli, ha il volto degli invasori giapponesi.
La guerra arriva anche nel piccolo villaggio di Lakshmi e porta solo fame e morte, colpendo profondamente la sua famiglia e portandole via il suo gioiello più prezioso, ma questo sarà solo l'inizio.

La narrazione di questo libro segue diverse voci, tutte appartenenti a questa famiglia che ha fatto del dolore il suo compagno di vita. Il loro è un racconto che segue diversi anni e diverse generazioni portando alla luce diversi racconti e segreti, dove verremo a conoscenza dei loro punti di vista e tutti loro ci parleranno della figura portante della storia: la Madre del riso, Lakshmi.
Il suo è un carattere forte che è difficile non notare, tiene le redini di questa sua famiglia con forza e temperamento anche quando niente va per il verso giusto.
Non tutti i membri della sua famiglia, però, riescono a vederla per quella che è: c'è chi la vede come un ragno che attira nella sua ragnatele le sue vittime pronta fare di tutto per trarne dei profitti e devo dire che questi pareri mi hanno portato un po' fuori strada non facendomi ben capire la vera essenza di Lakshimi, ma dandomi un quadro completo della situazione che vede anche la presenza di legami famigliari che sono molto precari.

Non vi parlerò degli altri componenti di questa famiglia, ma sappiate che ognuno di loro ha molto da raccontare: i loro dolori, i loro amori e le difficoltà che hanno vissuto durante la loro vita ci lasciano un'ampia descrizione di quella che è stata un'epoca fatta di guerra e imposizione giapponese fino ad arrivare ad una certa pace.

Un libro con una storia intesa e commovente, fatta di superstizioni e tradizioni scritta in un modo che riesce a portare il lettore all'interno della storia, fino a sentirsi parte della famiglia e della cultura di Lakshmi così tanto che alla fine se ne sente quasi nostalgia.

VOTO FINALE
☆☆☆☆ e mezzo


Spero di avervi incuriosito!
Questo è un libro che mi ha davvero colpito per la sua intensità.

Sempre con tanto amore,

giovedì 8 giugno 2017

La spacciatrice segnala...I cavalieri dell'Apocalisse di Aldo Parisi

Ormai il mio torcicollo non mi vuole abbandonare!
Ah, beata gioventù!
...
....
Passiamo alla segnalazione di oggi che è meglio!



I cavalieri dell'Apocalisse 
di Aldo Parisi
Editore: Youcanprint
Pagine: 214
Prezzo: 13,60 euro (cartaceo), 1,99 euro (ebook)
Link d'acquisto: Mondadori, Kobo 
Sito libro
SINOSSI
La Nuova Era è giunta. 
Non è rimasto più niente della società che conoscevano. Loro sono ovunque, sono assetati di sangue e la notte è divenuta il loro impero. Una città cerca di resistere alla loro Apocalisse, ma lo scontro tra il sindaco e un ex deputato, Simone Allegretti, renderà la sopravvivenza ancora più complicata. E lo scenario si complicherà ulteriormente a causa del terribile segreto che Allegretti si porta dentro. C'è qualcuno di più pericoloso dei vampiri. 
I Cavalieri dell'Apocalisse stanno arrivando. 
Il romanzo è stato finalista al Premio Nazionale Streghe, Vampiri & Co. 2016


Cosa ne pensate?
Ha attirato la vostra attenzione?




mercoledì 7 giugno 2017

La locanda dell'ultima solitudine di Alessandro Barbaglia |Recensione|

Un altro libro del Premio Bancarella è arrivato qui sul blog!
Questa volta vi parlo di un libro che ha un sapore dolce e delicato, siete pronti a conoscere la Locanda dell'Ultima Solitudine?




La locanda dell'ultima solitudine 
di Alessandro Barbaglia
Editore: Mondadori
Pagine: 163
Prezzo: 17,00 euro
Link'acquisto: Amazon
Libero e Viola si stanno cercando. Ancora non si conoscono, ma questo è solo un dettaglio... Nel 2007 Libero ha prenotato un tavolo alla Locanda dell'Ultima Solitudine, per dieci anni dopo. Ed è certo che, lì e solo lì, in quella locanda tutta di legno arroccata sul mare, la sua vita cambierà. L'importante è saper aspettare, ed essere certi che "se qualcosa nella vita non arriva è perché non l'hai aspettato abbastanza, non perché sia sbagliato aspettarlo". Anche Viola aspetta: la forza di andarsene. Bisogno, il minuscolo paese in cui abita da sola con la madre dopo che il padre è misteriosamente scomparso, le sta stretto, e il desiderio di nuovi orizzonti si fa prepotente. Intanto però il lavoro non le manca, la collina di Bisogno è costellata di fiori scordati e le donne della famiglia di Viola, che portano tutte un nome floreale, si tramandano da generazioni il compito di accordarli, perché un fiore scordato è triste come un ricordo appassito. Libero vive invece in una grande città, in una casa con le pareti dipinte di blu, quasi del tutto vuota. Tranne che per un baule: imponente, bianco. Un baule che sembra un forziere, e che in effetti custodisce un tesoro, la mappa che consente di seguire i propri sogni. Quei sogni che, secondo l'insegnamento della nonna di Viola, vanno seminati d'inverno. Perché se resistono al gelo e al vento, in primavera sbocciano splendidi e forti. Ed è allora che bisogna accordarli, perché i sogni bisogna sempre curarli, senza abbandonarli mai. Libero e Viola cercano ognuno il proprio posto nel mondo, e nel farlo si sfiorano, come due isole lontane che per l'istante di un'onda si trovano dentro lo stesso azzurro. E che sia il mare o il cielo non importa. La Locanda dell'Ultima Solitudine sorge proprio dove il cielo bacia il mare e lo scoglio gioca a dividerli. La Locanda dell'Ultima Solitudine sta dove il destino scrive le sue storie. Chi non ha fretta di arrivarci, una volta lì può leggerle. Come fossero vita. Come fossero morte. Come fossero amore.
Immaginate una locanda sul mare.
Una locanda piccola e fatta con del legno che doveva servire per costruire una barca.
Una locanda che è quasi una barca vicino al mare.
Chiudete gli occhi adesso.
Sentite le onde del mare che s'infrangono sugli scogli?
Il vento lo sentite?
E il silenzio?

Il silenzio.

Quello che dice tanto e, forse, anche troppo.
Un silenzio che se sentito porta a conoscere un po' di più se stessi.
Un silenzio che può essere sentito solo alla Locanda dell'Ultima Solitudine ed è proprio qui che oggi vi voglio portare, in un luogo fatto di pace e di silenzio.
Dovete sapere, però, che questa non è una locanda come tutte le altre, questo è un rifugio che accoglie solo due anime per volta e il proprietario serve pasti fatti d'immaginazione.
Questa locanda, sarà per noi, luogo di incontro e di scontro di diverse storie: c'è chi la trova per caso, c'è chi la trova grazie ad un consiglio e chi la trova grazie ad un baule regalato.
Libero è uno di questi e il suo è un mondo fatto di attese fin da bambino, ma non lo spaventano anzi le 'aspetta' con piacere, ma crescendo la sua attesa diventa una e più importante: l'attesa di lei, una persona che aspetta da sempre, l'anima che è destinato a completare la sua. Libero immagina di riempire i suoi vuoti, la sua casa è pronta per accoglierla, vive in attesa ed è sicuro che quella attesa si concluderà alla locanda e per questo fa una prenotazione e aspetterà 10 anni.

E poi abbiamo Viola, una ragazza che non sa di cosa ha bisogno. Sente di dover scappare, ma le sue radici sono ben piantate nel paesino dov'è sempre cresciuta e le donne della sua famiglia hanno passato la loro vita ad accordare i fiori. A Viola tutto questo sta stretto, riuscirà a trovare la sua strada? 

Quello che ci propone Barbaglia è un libro dalla prosa delicata, quasi poetica che fa assomigliare la storia ad un sogno.
Un sogno di una notte in riva al mare, con la luna alta nel cielo e il vento che sussurra tra i capelli.

Il racconto di questo libro ci propone diverse vite vissute in modo diverso: Libero con le sue attese e i suoi vuoti, Viola con i fiori e le sue fughe. Vite che si intrecciano con altre vite, un padre scappato vita perchè non riesce a vivere, una madre che insegna ad aver paura e ad urlare e un locandiere di una locanda che ha un qualcosa di magico.

Vi consiglio questo libro?
Sì, ma solo se apprezzato i libri che hanno un qualcosa di astratto, che sono molto lievi e delicati.
Forse è uno di quei libri che non si fa apprezzare subito, ci vuole un po' per entrare nella sua storia e nel suo ritmo, ma quella che racconta è quasi magico.

VOTO FINALE
☆☆☆☆ su cinque

Spero che questa recensione vi piaccia!
Voi avete letto o pensate di leggere questo libro?

Alla prossima,


martedì 6 giugno 2017

Harry Potter e la Maledizione dell'erede di J.K. Rowling |Recensione delirante|

Ebbene sì, anche questa povera Potterhead tanto riluttante ha deciso di leggere questo discusso libro...meglio tardi che mai!
C'è da dire che l'ho letto in poco meno di un giorno, ma mi sarà piaciuto?
Per adesso vi dico solo una cosa: di cosa si era fatta la Rowling quando aveva in mente di scrivere questa cosa??

Adesso, miei cari, passiamo alla recensione che, vi avviso, sarà delirante e anche con la presenza di spoiler, anche se cercherò di contenermi non vi prometto niente!

Harry Potter e la Maledizione dell'erede
di J.K.Rowling, Jonh Tiffany e Jack Thorne
Editore: Salani
Pagine: 380
Prezzo: 19,80 euro
Link d'acquisto: Amazon
È sempre stato difficile essere Harry Potter e non è molto più facile ora che è un impiegato del Ministero della Magia oberato di lavoro, marito e padre di tre figli in età scolare. Mentre Harry Potter fa i conti con un passato che si rifiuta di rimanere tale, il secondogenito Albus deve lottare con il peso dell’eredità famigliare che non ha mai voluto. Il passato e il presente si fondono minacciosamente e padre e figlio apprendono una scomoda verità: talvolta l’oscurità proviene da luoghi inaspettati.






Signori e signore, maghi, streghe e babbani di tutte l'età se pensavate che Harry James Potter fosse avventatamente stupido vi sbagliavate, il suo secondogenito lo supera a dismisura!

 
Albus Severus Potter porterà pure "i nomi dei due uomini più coraggiosi che abbiamo mai conosciuto", ma il ragazzo, come il padre, ha una certa tendenza ad agire spinto da una certa rabbia, Albus vive male la sua condizione di figlio del Ragazzo che è sopravvissuto, porta su di sè delle aspettative e vive con gli occhi dell'interno mondo magico addosso e quando viene smistato a Serpeverde sente di essere una profonda delusione per la sua famiglia e poi c'è il rapporto con Harry che non è dei migliori: i due non riescono a parlare senza litigare e Albus gli da delle colpe che il nostro povero Harry cerca da scontare da tutta una vita.
Questa rabbia porta il nostro caro Albus a fare delle scelte sbagliate e sono statti inutile i miei consigli: "Cosa fai? No! Fermo, fermo, fermo!" ", per ovvie ragioni il ragazzo non riusciva a sentirmi, fortunatamente accanto qualcuno che cerca di farlo ragionare: Scorpius Molfoy...già un Malfoy e un Potter amici per la pelle, una cosa fuori dal normale, ma un'amicizia vera che supera anche i rancori tra le varie famiglie.
I due ragazzi si portano sulle spalle lo stesso peso dei loro imponenti nomi, se Albus è il figlio dell'eroe, Scorpius è il figlio del traditore e non solo, perchè su di lui si dice anche altro e appena ho letto quello che ho letto la mia mascella ha toccato il pavimento.
COME CAVOLO SI PUÓ ANCHE SOLO PENSARE CHE SCORPIUS POSSA ESSERE FIGLIO DI VOLDEMORT!
COME!!
IDEE FOLLI E DOVE TROVARLE!



Ma non è solo questo, no! Perchè si scopre che sul serio Voldemort ha avuto un figlio, ma con Bellatrix!
Bellatrix Lastrange!
Lo sapevo che quei due non me la contavano giusta, ma un figlio??
Un concentrato di pura pazzia e malvagità?!?!


PER LE MUTANTE DI MERLINO!

Ecco, vi ho già detto tanto, ma non vi dirò chi è il baby Voldermort, almeno questo ve lo risparmio!

Ma continuiamo con la storia.
I due giovani Serpeverde entreranno in possesso di una Giratempo e cosa pensano di fare?
Ma certo!
Fanno un giro nel tempo e cercano di risolvere le cose!
....
....
Sì, come no!


Le loro intenzioni sono sicuramente buone, peccato che giocando con il tempo facciano più danno che bene e  infatti succede una specie di "E se...", cosa sarebbe successo se Cedric non fosse morto?
Cosa sarebbe successo se Harry non avesse vinto la Battaglia Finale?


Devo dire che queste situazioni non mi sono dispiaciute, è stato interessante conoscere le varie possibilità: alcune terribili e altre che non avrei mai pensato! Alcune cose mi hanno fatto storcere il naso, altre mi hanno fatto sorridere e piangere (c'è una parte con Piton...).


Rientrare ad Hogwarts è sempre un'emozione!


L'unica cosa che mi ha dato molto fastidio è il fatto che sia stato mantenuta la versione scenografica, ho trovato davvero complicato in alcuni punti entrare nella storia!

Ah, e sono rimasta shockata dalla signora del carrello del Hogwarts Express: non è una normale vecchietta!
Ripeto: Joanne Rowling, cosa diamine hai bevuto??

VOTO FINALE
☆☆☆ e mezzo su cinque

Niente, la finisco qui!
Fatemi sapere cosa ne pensate!

lunedì 5 giugno 2017

Nerve di Jeanne Ryan |Recensione|

Buongiorno miei cari!
Il caldo è arrivato e io mi sto lentamente sciogliendo...non è ancora arrivata l'estate vera e propria e io già mi sto lamentando! Perfetto!


Comunque, che ne dite di parlare del libro di oggi così forse dimentico il caldo!

Nerve 
di Jeanne Ryan
Editore: Newton Compton
Pagine: 256
Prezzo: 10,00 euro
Link d'acquisto: Amazon
Quando viene selezionata come concorrente per Nerve, un gioco in diretta online, Vee non è sicura che avrà il coraggio necessario ad affrontare le sfide via via proposte. Eppure chiunque si nasconda dietro Nerve sembra conoscerla alla perfezione e sapere esattamente ciò che desidera: i premi sono allettanti e il suo partner nel gioco è il ragazzo perfetto, il brillante e sensuale Ian. In un primo momento tutto si rivela incredibilmente divertente: i fan di Vee e Ian tifano per loro e li spingono ad alzare la posta con imprese sempre più rischiose. Ma il gioco ha una svolta poco chiara quando i partecipanti vengono indirizzati verso una località segreta con altri cinque giocatori per il round del Gran Premio, la finale di Nerve. Improvvisamente stanno giocando il tutto per tutto e in palio c’è la loro vita. Fino a che punto il sangue freddo di Vee la sosterrà per andare avanti?

 

Che ansia questo libro!
Più lo leggevo, più diventava assurdo e più mi dicevo che tutto quello che stava succedendo potrebbe succedere benissimo anche nella realtà.
Nerve è un gioco che nasce come intrattenimento,  ma è qualcosa di subdolo e nessuno sa chi si nasconda dietro i suoi meccanismi. Tutto gira intorno all'obbligo di fare diverse sfide in cambio di soldi o premi prestigiosi, queste sfide però vengono riprese in dirette dai partecipanti stessi o dagli Spettatori, persone che provano un certo piacere perverso nel vederle.
La giocatrice di cui seguiremo le sfide e Vee, una ragazza che è abituata a vivere dietro le quinte e stare sempre un passo indietro e questo è quello che la spinge a partecipare alla prima sfida: una sorta di ribellione e una voglia di partecipare attivamente alla sua vita. Ma tutto questo la rende parecchio spericolata, vi è quasi un cambio di personalità, diventa sempre spregiudicata ad ogni capitolo, fino ad arrivare alla fine dove sembra quasi avere un'altra persona.
Non vi nascondo che qualche volta (facciamo parecchie volte) ho avuto la voglia di guardare Vee negli occhi e dirle: "Cara mia, che cavolo stai facendo?", perchè nonostante all'inizio le sfide siano qualcosa di 'divertente' man mano che prosegue diventano pericolose e rischia di mettere in gioco nn solo se stessa ma anche i suoi amici e cosa fa?
Continua! Certo, ha dei dubbi, qualche perplessità, ma continua per un paio di scarpe e io: "Fuggi sciocca!"
Per tutto il tempo!
Poi c'è Ian, il suo compagno in queste sfide, un ragazzo che mi ha fatto molto pensare durante la lettura, avevo il sospetto che il suo ruolo fosse più centrale all'interno del gioco, avevo il sentore che nascondesse qualcosa...e ovviamente non vi dirò se è così!

MUAHAHAHAHAHA

Il rapporto tra Vee e Ian è molto, molto "fast love" e credo che sia dovuto al fatto che vivono esperienze uniche e al limite del normale e i due vivranno momenti molto intensi sia dal punto di vista fisico che emotivo.  Fino ad arrivar al Gran Premio finale dove incontreranno altri cinque giocatori e insieme dovranno affrontare altre sfide, ma se uno di loro si tira fuori perderanno tutto e qui, miei cari, iniziano i problemi, perchè le sfide saranno più pericolose e pesanti da diversi punti di vista e gli altri giocatori faranno di tutto pur non perdere il premio. Di tutto.
E io nella mia testa continuavo a ripetermi: "Questi sono pazzi, psicopatici! Rinchiudeteli!"
No davvero, si raggiunge un grado di follia che non credevo possibile! La cosa che mi ha sconcertato di più è il fatto che gli altri partecipanti non lottassero per la propria vita, ma per dei soldi!
E sapete una cosa?
Non la vedo neanche una cosa tanto fuori dal normale, sono convinta che molte persone reali potrebbero comportarsi allo stesso identico modo e questo mi ha fatto molto pensare oltre che fammi inorridire.
Il gioco di Nerve nasce non solo come un modo per vincere soldi, ma un modo per mettersi in mostra e oggi la nostra società si basa su questo, no?
Ad ogni "Mi piace" ci sentiamo più importati e influenti, sui social mettiamo di tutto e di più senza pensare agli effetti che potrebbero avere e Nerve si basa su questo. Non è un semplice gioco, le persone che ci stanno dietro sembrano conoscere tutto dei partecipanti: i loro punti deboli, il loro passato, tutto e per i giocatori non sarà facile uscirne fuori.

Durante la lettura di questo libro non si può fare a  meno di entrare dentro la vicenda, soprattutto nella parte finale che è più ricca di azione e colpi di scena e dove ho provato un certo senso d'ansia.
Vi è un crescendo d'azione, l'inizio è un po' più debole, il gioco intero sembra quasi uno scherzo, ma alla fine è chiaro che non è così.
Ma...ecco, a me sono rimasti molti dubbi!
Capisco che l'autrice abbia voluto mantenere un po' di mistero per accrescere la curiosità, ma la fine...no!
In alcuni punti mi aspettavo un qualcosa di più perchè vedendo il trailer del film avevo intuito che la storia nascondesse dell'altro e andando a leggere la trama su Wikipedia (se non volete spoiler non fatelo!) mi sono resa conto che è molto diverso e anche più adrenalinico, mi aspetto molto da questo film!
Per concludere posso dire che è un bel libro, scritto in maniera che il lettore venga coinvolto all'interno della storia, ma forse manca qualcosa, una scintilla che l'avrebbe reso ancora più geniale!

VOTO FINALE
☆☆☆☆ su cinque 

Cosa ne pensate voi?
Pensate di leggere il libro o di passare direttamente al film?