lunedì 31 maggio 2021

Recensione La casa che mi porta via di Sophie Anderson

ECCOMI QUI CON UNA NUOVA RECENSIONE!
Curiosi?
Oggi vi parlo di un libro per ragazzi...AH! La gioia che mi danno questi libri ultimamente! Direi di non cincischiare oltre e iniziare!

La casa che mi porta via
di Sophie Anderson

Editore: Rizzoli
Pagine: 330
Prezzo: 17,00
Marinka ha dodici anni e la cosa che vuole di più al mondo è trovare un amico. Un amico vero, in carne e ossa, umano. Ma non è facile farsi degli amici se si è nipoti di Baba Yaga e si vive con lei in una casa con zampe di gallina che si sposta in continuazione. La nonna di Marinka, infatti, è una Guardiana dei Cancelli che accompagna le persone nell'aldilà e anche lei è destinata a seguire le sue orme. Ma si deve per forza obbedire al destino che qualcun altro ci ha assegnato? Marinka non sopporta più la solitudine in cui è costretta a vivere e quando conosce una ragazza della sua età, forse l'amica che cercava, rompe tutte le regole. Non immagina certo le conseguenze!

Quant'è bello il folkrore russo? Eh? Eh?
Le sue leggende, i suoi miti hanno un fascino che ha il sapore della fiaba capace di catturare gli animi più giovani, ma anche chi è più adulto grazie alla sua dose di mistero e anche un po' di oscurità.
Con La casa che mi porta via Sophie Anderson ci porta (ancora) in queste atmosfere che le sono così care.

Vi ricordate La ragazza degli orsi che mi era piaciuto così tanto?
Si faceva accenno alla figura di Baba Jaga, anzi la sua casa assume un ruolo fondamentale, ma qui la storia si concentra completamente sulla sua figura e sull'importante ruolo che ha nel ciclo della vita: quello di accompagnare i morti...alle stelle.
ANCHE SE NON IN TUTTE LE STORIE È COSÌ.


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La piccola protagonista è Marinka, una dodicenne futura Jaga un ruolo che le sta stretto, il suo sogno è esplorare il mondo, conoscere gente, stare tra i vivi. Ha passato tutta la sua vita nella sua casa Jaga che si sposta con le sue enormi gambe da gallina in lungo e in largo, lì dove è richiesta la loro presenza: vicino ai morti.
Anime che ogni notte arrivano ai cancelli fatti di ossa e che la nonna di Marinka accoglie, conforta e li saluta per quello che sarà il loro ultimo viaggio. Trovo tutto questo molto poetico, quasi rassicurante: una dolce signora che prima di lasciarti andare per  l'ultima volta fa sì che tutto possa essere svolto in maniera più dolce possibile in modo tale da lasciare la terra in maniera serena.

Quello della Jaga è un compito così importante, ma per Marinka non lo è. Il suo essere così giovane e impetuosa non le lascia vedere al di fuori dei suoi desideri, della sua voglia di vivere, non ne può più di essere circondata da morti, vuole attorno a sè delle presenze che siano vive, delle persone che restino per più di una notte. Vuole vivere come una ragazzina qualunque.
Cara, piccola Marinka!
Sei stata così impulsiva, testarda, ma anche parecchio egoista, in fondo ti sei comportata come una qualsiasi bambina della tua età, ma il tuo è stato un costo molto alto, così tale da farti vivere un'avventura capace di cambiare la percezione della tua vita!
Sarà un viaggio alla scoperta del tuo piccolo mondo, ma anche di quello più vasto, conoscerai altre Jaga, farai i conti con i lati negativi degli esseri umani. Sarà una scoperta continua.

Sapete, questo è un libro indicato a un pubblico giovane, ma quello che è narrato può essere la metafora della vita di ognuno di noi, non importa l'età. Spesse volte non ci rendiamo conto di quel che abbiamo e cerchiamo sempre qualcosa di meglio, qualcosa di più e non sappiamo che quel "più" lo abbiamo davanti solo che non riusciamo a coglierlo forse perchè siamo accecati dal desiderio o semplicemente perchè non lo capiamo.
Alla giovane protagonista di questa storia accade proprio questo. Non è un personaggio che risulta sempre simpatico, a tratti ho trovato difficile empatizzare con lei, con quello che faceva e soprattutto il suo egoismo a tratti mi ha fatto esasperare, ma posso davvero colpevolizzarla?
A dodici anni si pensa di avere il mondo davanti, l'intera vita ha centinaia di possibilità, ma a lei vengono tutte precluse. Una a una. Però Marinka cresce, impara dai suoi sbagli e li ammette, cerca di porne rimedio, non sempre nel modo giusto, ma ci prova e questo fa tutta la differenza del mondo.
Alla fine impara a crescere.
NON POSSO DIRE CHE TUTTI GLI ADULTI ABBIANO IMPARATO A FARLO, ECCO.

Ancora una volta Sophie Anderson mi ha regalato una storia fatta di crescita e di avventura, una fiaba capace di aprire gli occhi e il cuore, questa volta non mi sono emozionata come con il precedente libro, ma anche questo ha i suoi validi motivi per essere letto.  Si entra letteralmente in questi libri, è come fare un salto in un mondo magico, una realtà così vicina alla nostra di cui ignoriamo l'esistenza. C'è magia intorno a noi, a volte basta osservare il cielo notturno per rendercene conto.

VOTO FINALE
★★★★ su cinque

Spero di avervi incuriosito!

Se volete acquistare il libro: 
Alla prossima,


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