martedì 19 settembre 2023

Recensione In memoriam di Alice Winn

Seconda recensione per questo caldo settembre...taccio, che è meglio. 
No, devo urlarlo: NON LO SOPPORTO IL CALDO.

Comunque, parliamo di un libro che mi ha fatto piangere parecchio, sì.

Un grazie alla Casa editrice per la copia del libro.




In memoriam
di Alice Winn

Editore: Garzanti
Pagine: 419
Prezzo: 18,00
Alla fine di tutto, per tutti, l'inverno diventa primavera. Quando ha ascoltato per la prima volta i versi di "In Memoriam" di Tennyson, Gaunt era all'ultimo anno di scuola. Ricorda perfettamente la voce baritonale del suo migliore amico Sidney mentre li recitava nel cortile del collegio, in un pomeriggio plumbeo. È stata una bella giornata, quella, pensa, sdraiato su una brandina cigolante, con la testa bendata e la mascella rigida. Rigida come la bocca spalancata del soldato che ha calpestato fuggendo per trovare riparo in trincea. Non riesce a toglierselo dalla testa e le uniche cose che lo tengono ancorato alla realtà sono Tennyson e le lettere che Sidney gli ha inviato dall'Inghilterra, dandogli notizie sui compagni, sulle lezioni, sugli studi. Gaunt darebbe l'anima per tornare a quei giorni, a discutere di metrica e poesia greca, invece di indossare la divisa. In collegio l'eco delle bombe e dei proiettili era pioggia, qui è tuono insondabile. Eppure ci sono quei versi. Eppure ci sono due braccia che lo stringono forte e un corpo caldo con cui condividere il misero spazio della brandina. Il respiro di Sidney, accanto a Gaunt, lo rassicura e, lentamente, lo rende consapevole del cuore che batte. D'altronde, la letteratura lo insegna: la tragedia della guerra non può annientare l'amore. Una storia che racconta ombre e luci dell'inizio del Novecento, attraverso gli occhi di due giovani uomini che trovano l'uno nell'altro la forza di superare l'insensatezza del conflitto e consolazione nell'immortale lezione dei classici, appresa tra i banchi di scuola.

Un libro crudo, pieno di orrori, capace di turbarmi e commuovermi ancora e ancora.
Tutto questo è stato In memoriam e so bene che delle premesse così potrebbero inquietare alcuni animi, ma credetemi quando vi dico che è un libro che va letto perché non bisogna mai dimenticare le atrocità della guerra, di ogni guerra e in fondo non potremmo dimenticare neanche volendo visti gli scenari attuali in diverse parti del mondo.
È buffo come l'uomo cada sempre sugli stessi errori, dimentichi il passato, non si renda conto di quello che è stato, degli errori che sono stati commessi. Ogni guerra si porta dietro strascichi di fatti di ombre sempre più oscure e chi ne porta i segni maggiori se non chi quelle guerre le ha combattute?
Non parlo delle ferite fisiche, non meno tremende, ma quelle del cuore perché ogni volta che un'anima si spezza non guarisce mai, non conta gli anni che passano.
Per i ragazzi andati al fronte un bicchiere che cade è una granata che esplode, le notti non sono fatte per dormire, ma per controllare le trincee, i compagni caduti sono dei fantasmi che evocano dolori e senso di colpa.
La loro vita al fronte è un incubo che ingloba la realtà.

In In memoriam Alice Winn ha narrato di tutto questo e lo ha fatto in maniera tale da catturarmi completamente senza lasciarsi dietro proprio nulla, non ha indorato la pillola, non usa mezzi termini quando deve descrivere le mostruosità della guerra, per questo ho provato davvero un sacco di emozioni nel leggerlo: disturbo, orrore, pena, sconforto, ma non ho smesso mai di leggere (nonostante spesse volte abbia dovuto fermarmi a causa degli occhi lucidi o anche un senso di nausea) tanta era la voglia di conoscere le sorti di questi ragazzi, buttati al fronte, nel fango, il luoghi dimenticati da ogni dio per "la patria, il Re, l'Impero". Giovani uomini di diciotto, diciannove anni (o anche più giovani) che non avevano completamente idea di cosa li avrebbe aspettati.
Sogni infranti, vite spezzate, morti tormentate.

"Suo figlio si è spento pacificamente e ha reso onore all'impero".

Come Gaunt e Ellwood due giovani di belle speranze che vivono l'ultimo anno al collegio di Preshute, tra versi dell'Iliade, opere di Shakespeare e poemi di Tennynson con una spensieratezza tipica della loro età, in fondo non hanno di che temere, no?
Sono giovani, di bell'aspetto e una buona famiglia alle spalle non hanno nulla di cui temere...
...o forse no.
No, non parlo dei venti di guerra, ma dei segreti del loro cuore. Tra Gaunt e Ellwood vi è un legame che va oltre la semplice amicizia, ma che nascondono perfino al loro stessi perché...be', vi devo elencare i motivi del perché una relazione omosessuale fosse impensabile nell'Inghilterra del '900?
Ecco.
Poi aggiungete pure la guerra che rende tutto più confuso e incerto per i due ragazzi, ma alla fine si trovano ancora più vicini, tanto da aggrapparsi l'un l'altro per poter sopravvivere al terrore del conflitto.
Vi dirò: la relazione tra i due mi è stata indifferente, forse ero sopraffatta da tutto il resto, ma non mi ha suscitato grandi emozioni a differenza delle singole storie dei due protagonisti.
Gaunt e il suo stoicismo, il suo ripudio per la guerra e il profondo senso dell'onore che alla fine lo porta proprio tra le trincee, tra i due è forse il più insondabile, colui che cela più i propri sentimenti e poi Ellwood, lui che sarebbe un perfetto dandy un po' antipatico (solo in apparenza, su!) con le sue poesie e il profondo senso estetico.
Due ragazzi così diversi, ma che si completano.

"[...]
Per pietà. dammi tutto, non escluso,
un atomo di un atomo, o morrò".

Vorrei citare pure gli altri ragazzi, altri personaggi che potrebbero essere stati pure reali (SPOILER: l'autrice ha preso spunto da alcune memorie) o forse no, ma che nonostante appaiono per un attimo mi è stato impossibile non avere a cuore anche le loro sorti e ho pianto per alcuni di loro (facciamo tutti).

In memoriam è un libro che spezza il cuore, almeno con il mio lo ha fatto, ma leggerlo mi ha portato in quei luoghi, nelle storie dei personaggi, facendomi entrare dentro la Storia, scoprendo lati che mi erano nascosti e magari un giorno lo rileggerò perchè potrei scoprire altro, piangere ancora e chiedermi di nuovo cosa possa esserci di utile nella guerra se non cambiare profondamente ogni essere umano, ogni equilibrio.

VOTO FINALE
★★★★★ su cinque

Sì, vi consiglio di leggerlo.

Alla prossima,


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