mercoledì 7 giugno 2017

#42 Cosa penso di...La locanda dell'ultima solitudine di Alessandro Barbaglia |Recensione|

Un altro libro del Premio Bancarella è arrivato qui sul blog!
Questa volta vi parlo di un libro che ha un sapore dolce e delicato, siete pronti a conoscere la Locanda dell'Ultima Solitudine?




La locanda dell'ultima solitudine 
di Alessandro Barbaglia
Editore: Mondadori
Pagine: 163
Prezzo: 17,00 euro
SINOSSI
Libero e Viola si stanno cercando. Ancora non si conoscono, ma questo è solo un dettaglio... Nel 2007 Libero ha prenotato un tavolo alla Locanda dell'Ultima Solitudine, per dieci anni dopo. Ed è certo che, lì e solo lì, in quella locanda tutta di legno arroccata sul mare, la sua vita cambierà. L'importante è saper aspettare, ed essere certi che "se qualcosa nella vita non arriva è perché non l'hai aspettato abbastanza, non perché sia sbagliato aspettarlo". Anche Viola aspetta: la forza di andarsene. Bisogno, il minuscolo paese in cui abita da sola con la madre dopo che il padre è misteriosamente scomparso, le sta stretto, e il desiderio di nuovi orizzonti si fa prepotente. Intanto però il lavoro non le manca, la collina di Bisogno è costellata di fiori scordati e le donne della famiglia di Viola, che portano tutte un nome floreale, si tramandano da generazioni il compito di accordarli, perché un fiore scordato è triste come un ricordo appassito. Libero vive invece in una grande città, in una casa con le pareti dipinte di blu, quasi del tutto vuota. Tranne che per un baule: imponente, bianco. Un baule che sembra un forziere, e che in effetti custodisce un tesoro, la mappa che consente di seguire i propri sogni. Quei sogni che, secondo l'insegnamento della nonna di Viola, vanno seminati d'inverno. Perché se resistono al gelo e al vento, in primavera sbocciano splendidi e forti. Ed è allora che bisogna accordarli, perché i sogni bisogna sempre curarli, senza abbandonarli mai. Libero e Viola cercano ognuno il proprio posto nel mondo, e nel farlo si sfiorano, come due isole lontane che per l'istante di un'onda si trovano dentro lo stesso azzurro. E che sia il mare o il cielo non importa. La Locanda dell'Ultima Solitudine sorge proprio dove il cielo bacia il mare e lo scoglio gioca a dividerli. La Locanda dell'Ultima Solitudine sta dove il destino scrive le sue storie. Chi non ha fretta di arrivarci, una volta lì può leggerle. Come fossero vita. Come fossero morte. Come fossero amore.
Immaginate una locanda sul mare.
Una locanda piccola e fatta con del legno che doveva servire per costruire una barca.
Una locanda che è quasi una barca vicino al mare.
Chiudete gli occhi adesso.
Sentite le onde del mare che s'infrangono sugli scogli?
Il vento lo sentite?
E il silenzio?

Il silenzio.

Quello che dice tanto e, forse, anche troppo.
Un silenzio che se sentito porta a conoscere un po' di più se stessi.
Un silenzio che può essere sentito solo alla Locanda dell'Ultima Solitudine ed è proprio qui che oggi vi voglio portare, in un luogo fatto di pace e di silenzio.
Dovete sapere, però, che questa non è una locanda come tutte le altre, questo è un rifugio che accoglie solo due anime per volta e il proprietario serve pasti fatti d'immaginazione.
Questa locanda, sarà per noi, luogo di incontro e di scontro di diverse storie: c'è chi la trova per caso, c'è chi la trova grazie ad un consiglio e chi la trova grazie ad un baule regalato.
Libero è uno di questi e il suo è un mondo fatto di attese fin da bambino, ma non lo spaventano anzi le 'aspetta' con piacere, ma crescendo la sua attesa diventa una e più importante: l'attesa di lei, una persona che aspetta da sempre, l'anima che è destinato a completare la sua. Libero immagina di riempire i suoi vuoti, la sua casa è pronta per accoglierla, vive in attesa ed è sicuro che quella attesa si concluderà alla locanda e per questo fa una prenotazione e aspetterà 10 anni.

E poi abbiamo Viola, una ragazza che non sa di cosa ha bisogno. Sente di dover scappare, ma le sue radici sono ben piantate nel paesino dov'è sempre cresciuta e le donne della sua famiglia hanno passato la loro vita ad accordare i fiori. A Viola tutto questo sta stretto, riuscirà a trovare la sua strada? 

Quello che ci propone Barbaglia è un libro dalla prosa delicata, quasi poetica che fa assomigliare la storia ad un sogno.
Un sogno di una notte in riva al mare, con la luna alta nel cielo e il vento che sussurra tra i capelli.

Il racconto di questo libro ci propone diverse vite vissute in modo diverso: Libero con le sue attese e i suoi vuoti, Viola con i fiori e le sue fughe. Vite che si intrecciano con altre vite, un padre scappato vita perchè non riesce a vivere, una madre che insegna ad aver paura e ad urlare e un locandiere di una locanda che ha un qualcosa di magico.

Vi consiglio questo libro?
Sì, ma solo se apprezzato i libri che hanno un qualcosa di astratto, che sono molto lievi e delicati.
Forse è uno di quei libri che non si fa apprezzare subito, ci vuole un po' per entrare nella sua storia e nel suo ritmo, ma quella che racconta è quasi magico.

VOTO FINALE
☆☆☆☆ su cinque

Spero che questa recensione vi piaccia!
Voi avete letto o pensate di leggere questo libro?

Alla prossima,


8 commenti:

  1. Hai reso perfettamente l'idea del libro. Brava!
    Stefi

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  2. Ciao Grazia!
    Ho il libro in prenotazione è a breve dovrebbe arrivarmi dalla biblioteca, quindi non mi resta che terminare le altre letture e poi passare a questo! 😉
    Sono molto curiosa di leggerlo!

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  3. Tutti ne hanno parlato davvero bene. :) Una bella recensione

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