lunedì 7 ottobre 2019

|Recensione| Red girls. La leggenda della famiglia Akakuchiba di Sakuraba Kazuki

Buon inizio di settimana signori e signore!
Oggi vi porto a fare un viaggio in Giappone e nella sua storia! Allacciate le cinture!

Un grazie a Edizioni e/o per la copia del libro. ♡
Red girls. La leggenda della famiglia Akakuchiba 
di Sakuraba Kazuki
Editore: Edizioni e/o
Pagine: 467
Prezzo: 19,00
Saga familiare che narra di tre generazioni di donne nel dopoguerra giapponese, "Red girls" mescola elementi di realismo magico e di giallo, la storia di una famiglia e quella di un paese provato e in profonda trasformazione. Nel piccolo villaggio di Benimidori, Man'yò è un'orfana nata con il dono della chiaroveggenza, che dovrà proteggere come un terribile segreto. La sua vicenda si intreccia con quella della ricca e potente famiglia Akakuchiba, proprietaria di un'importante fonderia sulle montagne, e del suo complicato erede. La figlia di Man'yó, Kemari, è estremamente creativa, disegna manga e trascorre la sua giovinezza ribelle insieme a una banda di motocicliste per cercare la sua strada nel mondo. E Tokō, la figlia di Kemari, a narrarci questa storia: una autoproclamatasi "inutile" giovane donna, che non sembra avere ereditato le facoltà della nonna o il talento della madre, ma che si impegna a ricostruire le avventure, le disgrazie e gli amori della sua famiglia e a risolvere il mistero delle ultime parole pronunciate da Man'yó in punto di morte: «Sono un'assassina». Il destino complicato di queste donne si unisce e forse riflette in un cinquantennio di drastici cambiamenti quello del loro paese, il Giappone.
Prima di iniziare questa recensione vorrei precisare una cosa: questo è un libro autoconclusivo. Quel "saga familiare" potrebbe confondere un po' le idee, ma non temete questa volta il dio dei libri è stato clemente e ci ha donato una storia che ci farà dannare per scoprirne i seguiti.
Piccola parentesi chiusa.

Cosa posso dirvi di Red girls?
Sicuramente è un libro che consiglio appassionati della cultura giapponese, è uno di quelle storie che scava nel profondo della civiltà nipponica, non è una semplice storia è un compendio della sua evoluzione, il tutto accompagnato dalla storia di una famiglia e delle donne che l'hanno composta.

Una storia al femminile che vede le sue tre protagoniste crescere, vivere e maturare.
Tutto inizia nel 1953, nel villaggio di Benimidori, Man'yò una bambina abbandonata e adottata da una famiglia del luogo ha delle strane visioni, ma ben presto capisce che queste sono stralci del futuro che l'aspettano e soprattutto una le resterà impressa nel cuore, quella di un uomo volante. La vita della piccola Man'yò sembra essere destinata alla normalità del villaggio in cui è cresciuta, un villaggio che fa i conti con una crescente industrializzazione soprattutto grazie alla fonderia, ma l'incontro con una strana figura che sembra rotolare la porterà nella braccia della famiglia Akakuchiba.
Gli Akakuchiba e la loro maestosa casa che dall'alto della collina si mostra in tutto il suo splendore.
Un matrimonio fatto non per amore, ma fatto grazie al destino, un destino che porterà Man'yò a vivere una vita fatta sì di agi, ma forse non felice.
Come vi sentireste nel sapere già alcuni avvenimenti che sconvolgeranno la la vostra vita?

La prima parte di questo libro sarà dedicata proprio alla figura di Man'yò, la parte più mistica di tutto il libro, dove il confine tra la realtà e l'immaginazione è così sottile da non riuscire a vedere la differenza.
Man'yò, un essere così misterioso: una bambina scesa delle montagne, con la pelle scura dove tutti l'hanno candida, una figura massiccia dove son tutti mingherlini. Una ragazza che accetta il suo destino senza farsi troppe domande, senza quasi metter bocca, ma capace di guardare lontano.
A questa donna dall'apparente fragilità si contrappone quella della figlia Kemari, nella seconda parte del libro, una ragazza forte, tenace, che fin da giovanissima a messo a ferro e fuoco il villaggio con il suo gruppo di motocicliste le Ladies. La figura che più mi ha catturato all'interno del libro: un personaggio sfaccettato capace di atti feroci, ma di essere gentile con chi ha accanto. Sembra quasi impossibile che da un tipo come lei, infine, possa nascere Tokō, una ragazza che non sa cosa fare della propria vita e che per riempire i suoi giorni vuoti mette insieme i racconti della sua famiglia e li riporta alla luce.
Per lei portare sulle spalle il peso del nome della propria famiglia e soprattutto delle donne così carismatiche che l'hanno composta non è semplice, la sua vita è in balia degli eventi, vive e non vive, l'ozio è il suo pane quotidiano, ma nel riscoprire la storia della sua famiglia trova uno scopo.
Pagina dopo pagina quella che si dipana dinanzi agli occhi di chi legge è una storia maestosa, fatta di luci e ombre che nascondono misteri e forse il più grande di tutti è scoprire chi è la persona che Man'yò afferma di aver ucciso. Per l'ultima erede della famiglia Akakuchiba scoprirlo diventa di vitale importanza, per lei è impossibile che un animo docile come quello della nonna possa essere stato in grado di uccidere qualcuno e così indaga nel passato, rivive tutte le morti avvenute nella sua famiglia e arriva alla conclusione...e che conclusione, miei cari!
MI SONO PURE UN PO' COMMOSSA A DIRE IL VERO.

In villaggi piccoli  come il nostro le storie delle persone si intrecciano l'una con l'altra, c'è poco da fare, è inevitabile avere a che fare con gli altri , e in questa fitta rete di relazioni può capitare che muoia qualcuno.

Red Girl è un libro fatto di donne, donne che hanno visto la loro vita stravolta dagli avvenimenti che il destino ha dato loro, ma anche di un Giappone che è quasi un altro protagonista di questo libro.
L'autrice non ci da una semplice storia, ma ci mostra per filo e per segno come la i cambiamenti storiografici abbiano influenzato le nostre protagoniste, spiega attentamente al lettore alcuni dettagli della sua terra, dettagli che in alcuni punti mi sono sembrati quasi eccessivi ai fini dell storia, ma che ho trovato altamente interessanti per comprendere meglio questa cultura.
Troppi dettagli possono sicuramente dare un po' di fastidio, non lo nascondo, anche perchè la mia mente partiva per altri lidi (per esempio sono andata a cercare alcuni dettagli sulle bande di motociclisti giapponesi, e perdevo l'attenzione per la storia principale. Nonostante questo, però, lo stile dell'autrice non risulta pensante, anzi riesce a rendere tutta la storia in qualche modo ammaliante e coinvolgente.
Come in quasi tutti i libri di origine orientale anche qui ho sentito una forte forte forte presenza mistica, una sorta di forza sovrannaturale che controlla tutto quando e ancora una volta sono rimasta affascinata da questa cultura fatta di credenze, superstizioni e colori così caldi da bruciare l'animo umano.

VOTO FINALE
★★★★ su cinque

Voi amatevi libri ambientati in Giappone?
Leggeretevquesto qui?


6 commenti:

  1. Già mi avevi convinta su instagram. Confermo, leggerò il libro! Poi è anche molto affascinante la loro cultura!♥ ^_^

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  2. Sembra quel genere di storia che cattura un frammento di storia. Se poi ambientato in Giappone mi incuriosisce ancora di più 🤗🤗

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