Nuova recensione!
Bene, tutte le lacrime che pensavo di versare per Da qualche parte al di là del mare sono state piante (si può dire? Mi suona strano) per questo libro qui, quindi armatevi di fazzolettini!
Le madri non dormono mai
di Lorenzo Marone
Editore: Einaudi
Un bambino, sua madre. Due vite fragili tra altre vite fragili: donne e uomini che passano sulla terra troppo leggeri per lasciare traccia. Intorno, a contenerle, un luogo che non dovrebbe esistere, eppure per qualcuno è perfino meglio di casa. Lorenzo Marone scrive uno struggente romanzo corale, un cantico degli ultimi che si interroga, e ci interroga, su cosa significhi davvero essere liberi o prigionieri. Diego ha nove anni ed è un animale senza artigli, troppo buono per il quartiere di Napoli in cui è cresciuto. I suoi coetanei lo hanno sempre preso in giro perché ha i piedi piatti, gli occhiali, la pancia. Ma adesso la cosa non ha più importanza. Sua madre, Miriam, è stata arrestata e mandata assieme a lui in un Icam, un istituto a custodia attenuata per detenute madri. Lì, in modo imprevedibile, il ragazzino acquista sicurezza in sé stesso. Si fa degli amici; trova una sorella nella dolce Melina, che trascorre il tempo riportando su un quaderno le «parole belle»; guardie e volontari gli vogliono bene; migliora addirittura il proprio aspetto. Anche l’indomabile Miriam si accorge con commozione dei cambiamenti del figlio e, trascinata dal suo entusiasmo, si apre a lui e all’umanità sconfitta che la circonda. Diego, però, non ha l’età per rimanere a lungo nell’Icam, deve tornare fuori. E nel quartiere essere più forte, più pronto, potrebbe non bastare.
Questo libro mi ha distrutta...sì, non credo sia un buon modo per invogliare la lettura, ma voi dategli una chance okay?
Dicevo...
Questo libro mi ha distrutta e leggerlo mi ha profondamente stravolta. Quella di Lorenzo Marone è una storia di vite spezzate e anime che del dolore conoscono ogni forma e mi chiedo quanto un essere umano possa sopportarne prima di sgretolarsi completamente, ma qui tra queste pagine vi è uno spaccato di tutto questo ed è ambientato in un luogo di cui spesse volte ignoriamo l'esistenza: un ICAM.
Forse queste lettere messe insieme potrebbero non dirvi niente, quindi lasciate che ve lo scriva per intero: Istituto a custodia attenuata per detenute madri, ecco così vi è più chiaro, no?
Un luogo particolare, una via di mezzo tra un carcere e una "casa", vi è una parvenza di libertà, ma vi sono delle sbarre alle finestre, un posto in cui dare un senso di normalità a dei bambini che hanno come colpa quella di essere nati in dei quartieri "sbagliati".
Bambini come Diego che all'ICAM trova forse quella parvenza di normalità che gli mancava fuori. Un bambino bullizzato per il suo peso e il suo cuore malato per assurdo riesce a sbocciare in quel luogo in cui la vita sembra fermarsi, lì i suoi occhi attenti si soffermano su chi ha attorno e soprattutto guarda ancora più nel profondo la madre Miriam, quella mamma sempre troppo distante e fredda perché è meglio che il ragazzo venga su con una corazza adatta a ciò che l'aspetta fuori e in fondo lei lo sa bene quanto il mondo possa essere cattivo.
Però...però!
Lì dentro pure lei inizia a mettere giù le armi e aprirsi un po'. Forse guardare occhi che hanno passato lo stesso dolore spacca una breccia anche nei cuori più duri e Miriam e Diego trovano finalmente una famiglia, chi l'avrebbe mai detto?
Diego, Miriam e poi la piccola Melina, Amina, Miki, Greta nel piccolo mondo dell'ICAM trovano il loro equilibrio, ma cosa succede quando varcano le sue porte e alcuni di loro tornano nel mondo reale?
Si piange...ah, non dovevo scrivere così?
Ma è vero!
Vabbè, se volete scoprirlo dovete leggere il libro, poi tornate pure qui a insultarmi.
Comunque.
Le madri non dormono mai è un libro potente e delicato allo stesso tempo, Lorenzo Marone mette in luce alcune vite che a cui spesso dimentichiamo di pensare e lo fa con la sua solita sensibilità e sguardo attento per aspetti che spesso ignoriamo, mettendo sempre al centro la sua Napoli.
Bambini come Diego che all'ICAM trova forse quella parvenza di normalità che gli mancava fuori. Un bambino bullizzato per il suo peso e il suo cuore malato per assurdo riesce a sbocciare in quel luogo in cui la vita sembra fermarsi, lì i suoi occhi attenti si soffermano su chi ha attorno e soprattutto guarda ancora più nel profondo la madre Miriam, quella mamma sempre troppo distante e fredda perché è meglio che il ragazzo venga su con una corazza adatta a ciò che l'aspetta fuori e in fondo lei lo sa bene quanto il mondo possa essere cattivo.
Però...però!
Lì dentro pure lei inizia a mettere giù le armi e aprirsi un po'. Forse guardare occhi che hanno passato lo stesso dolore spacca una breccia anche nei cuori più duri e Miriam e Diego trovano finalmente una famiglia, chi l'avrebbe mai detto?
Diego, Miriam e poi la piccola Melina, Amina, Miki, Greta nel piccolo mondo dell'ICAM trovano il loro equilibrio, ma cosa succede quando varcano le sue porte e alcuni di loro tornano nel mondo reale?
Si piange...ah, non dovevo scrivere così?
Ma è vero!
Vabbè, se volete scoprirlo dovete leggere il libro, poi tornate pure qui a insultarmi.
Comunque.
Le madri non dormono mai è un libro potente e delicato allo stesso tempo, Lorenzo Marone mette in luce alcune vite che a cui spesso dimentichiamo di pensare e lo fa con la sua solita sensibilità e sguardo attento per aspetti che spesso ignoriamo, mettendo sempre al centro la sua Napoli.
Nessun commento:
Posta un commento
I vostri commenti mi rendono felice!
Lasciatene uno, vi risponderò con piacere. ♥