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lunedì 28 gennaio 2019

Butterfly di Yusra Mardini |Una storia di salvezza e speranza|

Miei cari lettori, ben ritrovati ancora una volta tra le righe di questo blog!
28 gennaio...
...un attimo! Natale non era ieri
Fiuu, questo mese è decisamente volato! 

Però non perdiamoci in inutili chiacchiere e corro nel parlarvi di un libro che tratta una tematica molto importante e molto attuale.
Per la prima volta vi parlo di una autobiografia e per questo spero che questo post vi piaccia, chissà cosa tirerò fuori!

Un grazie alla Giunti che mi ha proposto la lettura di questo libro e mi ha anche omaggiato della copia. ♡

Butterfly
di Yusra Mardini
Editore: Giunti
Pagine: 360
Prezzo: 14,00
Link d'acquisto: Amazon
Alle Olimpiadi di Rio del 2016, cinque donne si preparano ai blocchi di partenza per la prima batteria dei 100 metri farfalla. Quattro di loro sono rappresentate dalla bandiera della nazione per cui gareggiano. La bandiera di Yusra Mardini, invece, è quella bianca con gli anelli olimpici della squadra dei rifugiati. Yusra è una diciottenne siriana, ma non può competere per il suo paese. È fuggita da una Damasco devastata e resa irriconoscibile dalla guerra, perché aveva un sogno: continuare a nuotare e prepararsi per le olimpiadi.Quando, un anno prima, una bomba buca il tetto della piscina in cui Yusra e sua sorella Sara si stanno allenando e finisce in acqua – inesplosa – a pochi metri da loro, le due ragazze comprendono che non possono attendere oltre e lasciano la Siria per raggiungere l’Europa. Ma il viaggio che le aspetta è pericoloso e pieno di insidie. In Turchia, i trafficanti le stipano su un sovraffollato gommone a motore che a metà della traversata verso un’isola greca si ferma, guasto. Yusra e Sara si tuffano in mare e nuotano per ore nelle acque gelide, rischiando la vita, affiancando l’imbarcazione fino a raggiungere le coste di Lesbo e portando in salvo tutti i passeggeri. Da lì, il loro viaggio prosegue attraverso la Serbia, l’Ungheria, l’Austria, fino in Germania, dove Yusra trova qualcuno che crede nel suo talento di nuotatrice e la convince a prepararsi per le Olimpiadi di Rio in cui, per la prima volta, gareggia una squadra di atleti rifugiati.

martedì 1 agosto 2017

A Disabilandia si tromba di Marina Cuollo |Mini recensione|

Okay.
Questa è una recensione che avrei dovuto pubblicare una settimana fa, ma sarà il caldo, sarà la tiroide che continua a far i capricci e mi scombussola tutto, non ho voglia di fare niente di niente e questo ha fatto sì che rallentassi non solo l'attività qui sul blog, ma anche le letture....
AH CHE GIOIA!


Ma passiamo al libro di oggi, un libro super divertente!
Are you ready?


A Disabilandia si tromba 
di Marina Cuollo
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 169
Prezzo: 14,90 euro
Link d'acquisto: Amazon
«Sono una microdonna, alta un metro e una mentina, che ha bisogno di mostrarsi sempre un po' incazzata con il mondo per dire la sua. Ma in fondo sono come una crème brûlée: quando rompi la crosta, sotto c'è il morbido. Ho trentasei anni, e quando sono nata nessuno ci avrebbe scommesso mille lire che ci sarei arrivata. Sono venuta al mondo con una sindrome genetica molto rara: la Melnick Needles, che non è una marca di siringhe ma un'osteodisplasia scheletrica che conta un centinaio di casi in tutto il mondo. Uso la sedia a rotelle e di notte dormo abbracciata a un ventilatore polmonare, ma rompo ancora le scatole in giro. Capirai, dunque, che quando mi presento a qualcuno il taglio di capelli non è la prima cosa che si nota.» Dalla sedia a rotelle, il suo punto di osservazione «privilegiato», Marina vede e ascolta cose sulla disabilità impossibili da immaginare per idiozia e insensibilità. Con una straordinaria ironia racconta situazioni, comportamenti, battute del normodotato medio quando si relaziona con il disabile per strada, al lavoro, negli uffici pubblici, al ristorante. Convinta che ridere di qualcosa di brutto aiuti a liberarsi da stereotipi e ipocrisie, Marina strappa tutte le etichette che spesso incolliamo su ciò che ci spaventa o che non conosciamo, e spazza via con la sua penna cinica ed esilarante tabù e preconcetti.

Questo libro aveva già catturato la mia curiosità grazie al titolo parecchio irriverente, poi l'autrice mi ha chiesto se mi sarebbe piaciuto leggerlo e recensirlo e ho preso la palla al balzo!
Quello di Marina Cuollo non è un libro come un altro che racconta la sua vita da disabile e si rende vittima ed eroina (sì, in alcuni libri succede...), nel suo libro viene trattato in modo molto ironico la disabilità e quando dico ironico dico che ho riso tantissimo, ma davvero tanto!
Quello della disabilità è un tema che in molti preferiscono non trattare perchè troppo delicato o semplicemente perchè non gli interessa, ma in questo libro tutto è trattato con una leggerezza tale che non si può fare a meno di leggerlo con piacere!
L'autrice che il mondo di Disabilandia lo conosce bene ci mostra con ironia quelle che posso essere le difficoltà di un 'cingolato', difficoltà che esistono e che creano parecchi problemi a chi per muoversi deve far uso di una sedia a rotelle, ma ci fa conoscere quelle che sono le varie categorie di disabile che vanno dalla vittima incompresa al super eroe che si immola per la causa, ovviamente esistono diverse categorie anche per chi non soffre di nessuna disabilità, qui andiamo da chi guarda il povero cingolato con fare penoso (che rabbia che mi fanno questi) a chi fa di tutto per aiutarli (questi già meno), nel libro hanno tutti un loro nome che io non vi svelo perchè parte del divertimento!

Il punto forte di questo libro è sicuramente l'ironia, anzi l'autoironia di questa donna che nonostante il suo 'metro e una mentina' ha preso a schiaffi il destino e abbattuto tutti i pregiudizi, che sono tanti, tanti e molte volte (se non sempre) sbagliati!

POTERE AI PICCOLI!

Emh, emh.

Stavo dicendo?
Ah, sì!
L'ironia del libro!

Credo che saper ridere dei propri problemi sia una gran qualità e anche una gran cosa perchè aiuta a saperli affrontare con maggiore serenità, molte persone non lo capiscono però...

Se volete leggere questo libro preparatevi a ridere, ma anche a riflettere!

VOTO FINALE 
☆☆☆☆ su cinque

Adesso ritorno nel mio buio luogo triste e caldo (datemi l'autunno, l'inverno che si sta tanto bene!)