Seconda recensione della settima...
...solo perchè blogger mi odia e non ha pubblicato quella di La spada di oleandro settimana scorsa. Ma comunque.
Oggi tocca a un libro un po' particolare e a dire il vero non so neanche come parlarvene, sarà difficile.
Single con criceto
di Milena Michiko Flašar
Editore: Feltrinelli
Suzu sta bene da sola. Single venticinquenne, non teme di ammettere una scomoda ma semplice verità: l’intimità non fa per lei. Abita in un minuscolo appartamento in un quartiere anonimo di una metropoli giapponese e fa l’aiuto cameriera in un famiresu. “Vivi e lascia vivere” è la sua filosofia: poche domande e confortevoli silenzi. La frequentazione più assidua è quella con il suo criceto, che ha adottato più per paura di diventare un’eremita che per autentico bisogno di condivisione.
Quando viene licenziata – non è ritenuta abbastanza socievole per lavorare in un ristorante –, l’unica alternativa che le si prospetta è l’impresa di pulizie del signor Sakai. Che, scopre con sgomento, è specializzata in casi di kodokusha, persone che muoiono sole nelle loro case, la cui morte passa a lungo inosservata. Ce ne sono sempre di più, ormai: le città crescono, ci si allontana gli uni dagli altri e il confine tra discrezione e disinteresse si fa sempre più sfumato. Così, ci pensa il signor Sakai a svuotare e pulire quegli appartamenti
Bene. Avete letto la trama, giusto?
Dovete leggerla, io non l'ho fatto. L'ho iniziato al buio e sono rimasta particolarmente colpita.
NON PENSAVO MINIMAMENTE CHE CI FOSSERO DI MEZZO DEI CADAVERI. Non ero pronta. Non ero pronta a leggere qualcosa che riguarda i processi di decomposizione, gli insetti e liquidi corporei. Leggete questo libro lontano dai pasti se avete lo stomaco sensibile, per cortesia.
Avete capito?
Ottimo. Adesso posso essere più seria.
Single con criceto è uno di quei libri che mi ha colpito per il titolo, ho iniziato a leggerlo di botto e mi sono trovata tra le mani una storia che parla di solitudine, quella viscerale che ti fa sentire quasi esclusa dal mondo.
Suzu non ha nessuno con cui dividere la sua vita (forse tranne il suo piccolo criceto che a tratti la ignora), vive da sola, il lavoro è un qualcosa che le permette si sopravvivere e raramente ha a che fare con la gente, solo lo stretto necessario, però a lei va bene così. Odia relazionarsi con gli altri, non sa mai cosa dire, non sa di preciso cosa fare, ha paura che legarsi a qualcuno possa farla soffrire, la sua non è una fobia sociale, semplicemente è fatta così.
È sola è non vuole far nulla per cambiare questa situazione...
..o forse no?
Forse non ha mai trovato qualcuno con cui sentirsi a proprio agio, che accetti i suoi momenti di silenzio o quelli in cui la sua bocca non smette mai di parlare.
"Iniziò un capitolo a me sconosciuto. Mentre prima mi ero costruita intorno un muro che doveva proteggermi dall'eventualità di soffrire, adesso lo lasciai cadere e diventai un esserino indifeso che si scioglieva tutto intorno e aveva le farfalle nello stomaco."
Per il mondo Suzu potrebbe essere strana, ma credo che sia solo se stessa e questo potrebbe renderla antipatica e fredda a degli occhi esterni.
Poi però accade qualcosa, perde il lavoro e il destino vuole che venga assunta in una ditta che si occupa di pulizie, ma non semplici pulizie no. Deve pulire delle case in cui sono morte delle persone in totale solitudine, si parla di kodokusha.
Gente sola, dimenticata dalla famiglia o altri che hanno deciso di allontanarsi da tutto e da tutti per i motivi più disparati, cercando di farsi dimenticare, ma purtroppo la morte non dimentica.
Gente sola, dimenticata dalla famiglia o altri che hanno deciso di allontanarsi da tutto e da tutti per i motivi più disparati, cercando di farsi dimenticare, ma purtroppo la morte non dimentica.
Per Suzu si apre un mondo nuovo e anche fatto di gente nuova: i suoi colleghi, ma soprattutto il suo capo, il signor Sakai, che per la ragazza assume inconsapevolmente la spinta ad aprirsi di più.
Suzu per assurdo inizia a che fare con la morte e inizia a vivere di più.
Single con criceto è un libro strano, la narrazione a tratti risulta scollegata e mi ha reso difficile la lettura non permettendomi di godermela appieno e forse per alcuni il personaggio di Suzu potrebbe risultare troppo...fuori dal normale, però esplora molto bene il tema della solitudine e di come oggi esserlo sia sempre più semplice, il che è un paradosso: siamo sempre connessi con tutti, ma riusciamo a essere insieme a qualcuno?
Conosciamo chi ci sta attorno? I nostri vicini? I nostri colleghi?
Un po' mi sono sentita vicina a Suzu, per il suo essere un po' restia a fare i conti con gli sconosciuti o per il semplice fatto di sentirsi sempre fuori posto, incapace di trovare qualcuno con cui parlare, ma sapete?
Come ho detto prima bisogna trovare solo le persone giuste e il mondo non sembra più così...solo.
Suzu per assurdo inizia a che fare con la morte e inizia a vivere di più.
Single con criceto è un libro strano, la narrazione a tratti risulta scollegata e mi ha reso difficile la lettura non permettendomi di godermela appieno e forse per alcuni il personaggio di Suzu potrebbe risultare troppo...fuori dal normale, però esplora molto bene il tema della solitudine e di come oggi esserlo sia sempre più semplice, il che è un paradosso: siamo sempre connessi con tutti, ma riusciamo a essere insieme a qualcuno?
Conosciamo chi ci sta attorno? I nostri vicini? I nostri colleghi?
Un po' mi sono sentita vicina a Suzu, per il suo essere un po' restia a fare i conti con gli sconosciuti o per il semplice fatto di sentirsi sempre fuori posto, incapace di trovare qualcuno con cui parlare, ma sapete?
Come ho detto prima bisogna trovare solo le persone giuste e il mondo non sembra più così...solo.



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