martedì 11 settembre 2018

Se mi guardo da fuori di Teresa Righetti |Recensione|

La sentite l'aria autunnale?
Il rumore delle foglie che cadono??

IO NO!
MISERIACCIA!

DOV'È L'AUTUNNO, USCITELO FUORI!

Emh...emh...*calma Grazia, calma*

Salve miei cari lettori, benvenuti ad un'altra recensione qui sul mio angolo libroso! Vi accolgo a braccia aperte e con la gioia nel cuore...
MI PORTATE UN PO' DI AUTUNNO???

Pronti per la recensione?
Il libro di oggi è uscito la settimana scorsa per la DeA Planeta che ringrazio per la copia digitale!




Se mi guardo da fuori
di Teresa Righetti
Editore: DeA Planeta
Pagine: 221
Prezzo: 15,00 euro
Link d'acquisto: Amazon
A Serena non manca niente per essere felice: ha venticinque anni, una laurea in arrivo, una famiglia che le vuole bene, una casa che era del nonno paterno e dove presto potrà abitare. Nella sua vita tutto può succedere, e invece non succede. Forse perché non sa ancora cosa vuole, qual è il sogno da inseguire, che tipo di donna essere. O forse perché si sente ovunque fuori luogo e inappropriata. E così, mentre resta in questo limbo e aspetta l'illuminazione, lavora come cameriera al Chiosco, dove ogni sera si radunano tutte le categorie umane di Milano, che bevono e ridono e si divertono come se non facessero altro da sempre. Ma in mezzo a loro, la paura di essere invisibile, o semplicemente "poco interessante", diventa ancora più grande. Fino a quando l'incontro con Leo, un cliente del Chiosco, le porterà una dura conferma - a volte è dietro i sorrisi che si nasconde il dolore - e al tempo stesso la consapevolezza che non serve guardare lontano per trovare persone disposte a prenderci come siamo, anche quando non siamo ancora niente. E così Serena smetterà di osservare, e inizierà a scegliere.
Iniziare a leggere questo libro è stato un po' strano perchè ad essere strano è lo stile dell'autrice, non è uno stile a cui sono abituata: è fatto quasi di capriole e ostacoli e ho faticato a ingranare nella lettura.
Ho inciampato nelle parole e alcune volte ho dovuto rileggere per capire meglio, ma sapete una cosa? Credo che questo stile un po' difficile, contorto e aggrovigliato sia perfetto per la protagonista anche lei un po' aggrovigliata.
Serena un quarto di secolo sulle spalle e un senso di inadeguatezza nei confronti del mondo.

"Mi sento sola e vorrei dirlo a qualcuno. Prendo il telefono ma non ho nessuno che vorrei davvero chiamare. Allora mi sento sola e basta."

Una ragazza quasi donna che sta sul ciglio della sua stessa vita, quasi fosse una spettatrice e non avesse mai un ruolo attivo. Parla poco e osserva tutto ciò che le passa davanti e il suo miglior punto di osservazione è il Chiosco, luogo in cui lavora e in cui, come in una specie di riserva naturale, vede diversi umani che si approcciano alla vita: i Marina, il Conte, le Mamme...tutti diversi e tutti uguali: sguardi assenti e indifferenti, anche se fingono il contrario. Ed è qui che Serena sente di essere costantemente fuori posto, invisibile, sbagliata, perchè con quella gente non ha nulla da condividere se non l'aria che respira.

"In mezzo a queste persone ho come l'impressione che ci sia un divario incolmabile tra quello che è normale per me e quello che è normale per loro."

Serena ha come un'incrinatura dentro di lei, come se qualcosa si fosse spezzata e che richieda del tempo per essere sistemata (tanto tempo), ed è in quella piccola incrinatura, in quello piccolo spazio dentro si sè che la ragazza cova l'inquietudine che la divora, un mostro che vive delle sue paure e per un momento della sua vita crede che questo sia il suo unico compagno.
Ma poi arriva Leo e forse arriva anche un punto di incontro e anche un punto di inizio per Serena.
Leonardo, un personaggio che non mi ha fatto impazzire nonostante le sue  incertezze non è il mio ideale di ragazzo e neanche quello di Serena...se vogliamo dirla così.
Il loro amore non è giusto e sembra andare verso un'unica direzione quando invece, l'amore, dovrebbe portare a strade infinite, ma di sicuro sarà un modo per Serena di capire quello che ha tra le mani, quello che vuole fare della sua vita.
Perchè a volte si cerca un qualcosa fuori, quando invece abbiamo tutto quello che ci serve dentro noi stessi.

Un libro che mostra la crescita, le paure e le fragilità di un'età che sta in bilico tra l'essere ragazzi e il diventare adulti, un'età che conosco bene vivendola in prima persona. Leggere di Serena è stato come rivedere me, alcune parti sono state dei colpi in testa.
Serena ed io viviamo lo stesso senso di inadeguatezza, le stesse paure e gli stessi dubbi...
...in un certo senso questo libro mi ha fatto anche bene.

L'unico punto dolente è stato quello stile che non fa per me, a volte durante la narrazione mi ha fatto sentire distante e confusa, ma nonostante questo mi ha fatto davvero piacere conoscere Serena!

"Vuoi qualcuno che ti abbracci forte e ti dica andràtuttobene, cipensoioate, e invece non ce l'hai; vuoi imparare a prenderti cura di te stessa e a non avere bisogno di nessuno, e invece non ci riesci; vuoi scegliere delle cose e sapere che sono giuste nell'attimo esatto in cui le scegli, e invece non puoi."

VOTO FINALE
☆☆☆ e mezzo su cinque

Voi cosa mi dite?
Questo libro suscita la vostra curiosità??

Aspetto, come sempre, i vostri commenti!


12 commenti:

  1. Questo libro sembra parlare di me. Aveva già catturato la mia attenzione in libreria, ma non so se lo leggerò.

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  2. Devo dire che continuo a essere curiosa, anche di leggere questo stile "aggrovigliato".

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    1. Secondo me è tutta questione di gusti, ma la storia merita!

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  3. Io, invece, passo e non solo per lo stile! Però la recensione è bella bella. Ps: se trovi l’autunno, fai un fischio!

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  4. La trama m'ispira davvero tanto e anche il personaggio di Serena...sono in dubbio sullo stile da come lo descrivi, quindi ci penserò ancora un po' su...

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    1. Come ho già detto è soggettivo, prova a leggere l'estratto..

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  5. No, non mi sento portata a leggere questa storia, ma mi piace leggerti. Il tuo stile brioso mi strappa sempre un sorriso. Ti auguro che arrivi presto l'autunno. ;-)
    Comunque, come dice Eddie Vedder, "non importa quanto possa essere rigido l'inverno, la primavera arriverà sempre". O una cosa simile.
    (in effetti ho voglia di aria fresca pure io)
    Lea

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  6. Autunno, dove sei?
    Bella recensione - come sempre - ma non credo sia una lettura che faccia al caso mio, soprattutto ora!

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