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mercoledì 3 febbraio 2021

|Recensione| Jonathan Strange e il signor Norrell di Susanna Clarke


C'È QUALCUNO??
Lo so, l'ultima recensione risale al mese scorso, ma come vedrete il libricino piccino picciò che ho letto per buona parte di gennaio mi ha rubato buona parte del mese!

*rullo di tamburi*

Jonathan Strange e il signor Norrell, un libro che mi chiamava da tempo immemore ma che ho acquistato solo qualche mese fa e che dire? Forse se l'avessi letto anni fa non sarei riuscita ad apprezzarlo come ora, ma di questo ve ne parlo meglio nella recensione, pronti?



Jonathan Strange e il signor Norrell
di Susanna Clarke

Editore: TEA
Pagine: 887
Prezzo: 16,00
All'inizio dell'Ottocento, della magia inglese rimangono quasi solo leggende come quella di Re Corvo, il grande mago capace di fondere la sapienza delle fate con la ragione umana. Ma dalle regioni del Nord un tempo visitate da elfi e folletti appare il signor Norrell, capace di far parlare le statue della cattedrale di York: la notizia sembra segnare il ritorno della magia in Inghilterra, e Norrell si trasferisce a Londra per offrire i suoi servizi magici al governo, impegnato nella guerra contro Napoleone. Ma una profezia parla di due maghi che faranno rinascere la magia inglese. Uno dei due maghi è Norrell. E l'altro chi è?

CHE LIBRO, GENTE!
L'autrice ha impiegato ben 9 anni per scriverlo e leggendo ne capisco il motivo: è frutto di un lavoro certosino, c'è molta ricerca e molta attenzione per i dettagli. Con la sua opera Susanna Clarke non non ha semplicemente riscritto la nostra Storia, ma l'ha affiancata alla magia.
O forse dovrei parlare di Storia inglese, sì meglio.

Tra queste pagine non troverete solo la Storia fatta di avvenimenti e personaggi che bene o male conosciamo un pochino tutti, ma fa un tuffo nelle nelle leggende che hanno reso l'Inghilterra luogo di esseri fatati: il mondo come noi lo conosciamo riserva aspetti del tutto incantati, una magia potente, antica ma che tra le pagine di questo libro risulta silente e dimenticata. La magia inglese è quasi morta, a tenerla in vita è solo un gruppo di gentiluomini che si limita a studiarla, ma non applicarla.
Uno spreco.

Però arriva il nostro eroe...okay, chiamare "eroe" Norrell è come definire me alta, ma okay.

Norrell sarà colui che intente riportare in auge la magia e "eliminare" il resto dei maghi, colui che vuole rendersi utile al governo, peccato che la sua scarsa socialità, la sua poca propensione a trovare interessante chi gli sta di fronte e la sua continua saccenteria non lo rendono un uomo gradevole o alla mano, ma in fondo la sua è una vita rivolta allo studio della magia, i libri sono i suoi più cari amici, i suoi compagni fidati e i suoi piccoli tesori. SÌ, LO IMMAGINO COME UN PICCOLO GOLLUM. Per attuare il suo scopo si fa aiutare da individui che vedono in lui solo un'opportunità: quella di brillare un po' della sua fama, cosa che gli riesce molto bene e in fin dei conti grazie a loro Norrell può avvicinarsi a elementi di spicco del governo inglese, ma quello che lo rende davvero famoso è un episodio che ha del miracoloso, ma questo è frutto di un accordo con un essere magico e la magia, si sa, ha il suo prezzo.


La magia entra quasi in punta di piedi e per questo ancora più infima, rende quello che sembra essere un libro che narra una storia quasi piatta in qualcosa di sorprendente
. Attraverso questo essere magico dalla dubbia moralità entriamo nel lato magico dell'Inghilterra fatto di balli in maschera, inganni e misteri, un lato che il nostro Norrell non si accorgerà di aver destato fino a quando non fa la sua comparsa Jonathan Strange, un nuovo mago.
Definirei il rapporto tra i due altalenante, un amo et odio continuo, ma alla fine direi che i due sono essenziali l'un l'altro, ma anche completamente opposti.
Norrell vuole scacciare la vecchia magia fatta di leggende e popoli magici.
Strange invece approfondisce il suo studio proprio su queste
, ricerca la vecchia magia, cerca di richiamare aiuti magici  e molto di più vuole riprendere la strada di colui che nei secoli passati rese la magia una vera fonte di Potere: il Re Corvo.

Quella del Re Corvo è una figura spesso nominata in questo libro, a tratti ne è quasi il fulcro, ma per molti versi rimane silente, quasi spettatore degli eventi, come la magia stessa in fondo.
Una magia diventata la linfa del libro, a poco a poco prende il suo spazio, lo pretende con forza e per un po' i personaggi ne sono in balia come in una tempesta.

Ed è così che ne sono stata ammaliata anch'io.

Non vi nascondo che l'inizio possa risultare pesante e non carico di avvenimenti eclatanti tipici di altri fantasy, è un libro che trova la sua vera forza narrativa solo pian piano, è fatto di tanti piccoli avvenimenti con cui tiene viva l'attenzione e poi...esplode, completamente.
La terza parte è un delirio, non si riesce a capire più cosa sia vero o no, tutto assume contorni che assomigliano quasi a un sogno, ma Susanna Clarke riesce a chiudere il cerchio in maniera perfetta, mi sono sentita quasi presa per mano e accompagnata verso la fine della storia che, vi dirò, mi ha fatto un pochino male, ma sembra così perfetto e così giusto che non riesco a farne una critica nei confronti dell'autrice.

L'unica pecca è, come vi dicevo, l'eccessiva prolissità di alcune parti che potrebbero scoraggiare alcuni lettori, ma non demordete! Questo è un libro che conquista pian piano, è l'accurata narrazione di fatti storici stravolti (ma non troppo) dalla bravura dell'autrice e un'attenta osservazione della società inglese di cui spesso viene fatta molta ironia.
È stato una lunga avventura che mi ha tenuto compagnia per due settimane abbondanti, ma mi ha catturata come non pensavo sarebbe stato possibile. Una scoperta!

Poi è stato molto divertente rivedere alcuni fatti e personaggi storici rivisti sotto gli occhi della magia, c'è un po' di Napoleone, Re Giorgio III, Lord Byron...non manca niente!

VOTO FINALE
★★★★ e mezzo su cinque

Spero di avervi incuriosito!
Ah, esiste anche una serie tv, mai arrivata in Italia, purtroppo.

Se volete acquistare il libro:

Alla prossima,


1 commento:

  1. Come ti avevo detto su IG, di questo libro mi spaventa soprattutto la lunghezza. La storia mi ispira, ma ho paura ce non riuscirei a leggerlo in tempi brevi (anzi, non lo leggerei sicuramente) ed avendo già tanti mattoni in libreria, credo che aspetterò ancora un po' prima di prenderlo!

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