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martedì 4 giugno 2019

|Recensione| Caro Evan Hansen di Val Emmich, Steven Levenson, Benj Pasek, Justin Paul

Io ho sonno.
Sonno sonno sonno, ma non riesco a dormire.
Uffa.
LA TRISTEZZA.

Passiamo alla recensione che è meglio!

Caro Evan Hansen 
di Val Emmich, Steven Levenson, Benj Pasek, Justin Paul 
Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 300
Prezzo: 17,90
Timido e solitario, Evan Hansen non è esattamente l'anima della festa. Così, per sopravvivere al suo ultimo anno di liceo, ha deciso di seguire il consiglio di scrivere lettere incoraggianti a se stesso. Quando, però, una di queste lettere arriva nelle mani sbagliate, a Evan si presenta l'occasione della vita. Per coglierla deve solo assecondare un equivoco, e fingere che il suo enigmatico compagno di scuola Connor Murphy, appena suicidatosi, fosse in segreto il suo migliore amico. All'improvviso, Evan ha uno scopo. E un sito web. La sua ansia paralizzante sembra dissolta. È sicuro di sé e popolare. Adesso è "Evan Hansen". Non è più invisibile per Zoe, la ragazza dei suoi sogni, e i genitori di Connor lo accolgono nel disperato tentativo di sapere di più sul figlio perduto. Evan sa che quello che sta facendo è sbagliato, ma tutta la storia che ha messo in piedi sta davvero aiutando delle persone. Compreso lui. Grazie a una bugia, la sua vita è cambiata e ora sente di essere finalmente parte di qualcosa. Ma tutto ha un prezzo. E quando la verità minaccia di emergere, Evan si trova a dover fronteggiare di nuovo il suo peggior nemico: se stesso. Dai creatori del musical "Dear Evan Hansen", arriva in libreria il romanzo ispirato al successo di Broadway.

"Caro Evan Hansen,
spero che la tua vita proceda bene.
Ti scrivo questa lettera per dirti una cosa, anche perchè è questo il motivo per cui si scrivono delle lettere: per dire qualcosa e io questo "qualcosa" devo dirlo proprio a te.
Ho letto la tua storia spinta dalla consapevolezza che tra me è te sarebbero potuti esserci dei punti d'incontro, piccole somiglianze che in un certo qual modo ci avrebbero definiti simili. Tu che con le tue iniziali componi la parola "MEH", ho subito pensato che questo fosse un segno del destino perchè, lasciamelo dire, capita spesso che la mia vita sia "MEH".
Fonte: Pinterest
Però, leggendo quel che ti è successo posso assolutamente affermare che se io fossi stata nei tuoi panni non avrei agito come tu hai fatto, anzi ringrazia di non avermi avuto accanto in quei momenti perchè ti avrei dato una bella scrollata. Caro Evan Hansen, ma davvero credevi che la tua vita sarebbe potuta cambiare attraverso una bugia?
Ti credevo un tipo con un po' di sale in zucca! Non sai che le bugie hanno le gambe corte e vengono sempre allo scoperto?
Certo, in fin dei conti la tua bugia è stata spinta anche da una certa voglia di fare del bene, ma anche per compiacere gli altri. Ecco, tu hai sempre cercato di compiacere gli altri sempre sempre sempre e non è qualcosa che fa bene, alla lunga stanca ed è profondamente logorante.
Però devo dire che da questa tua bugia ne è uscito fuori un nuovo te, una parte nuova e del tutto rivisitata e sei sulla buona strada per un Evan Hansen 2.0, quindi direi che non tutto il male viene per nuocere, in fin dei conti.
Adesso ti lascio e ti prego, ti prego, continua così e se devi salire su un albero fallo solo per guardare la meraviglia che ti circonda.
Cordiali saluti da una con le idee un po' più chiare."
Mi è sembrato giusto scrivere questa recensione con una lettera perchè da una lettera è iniziata tutta la storia, una foglio di carta con sopra delle parole finito per sbaglio in mani sbagliate, in una tasca di un ragazzo che ha deciso di tagliare i ponti con il mondo ed è così che Evan Hansen si è ritrovato ad avere un amico che non sapeva di avere, anzi un migliore amico.
Uno sbaglio, un incomprensione che diventa la base di un'enorme bugia, il disastro mi è sembrato assicurato fin da subito, peccato che Evan Hansen non ne sia reso conto fino a che non è arrivato al punto di non ritorno.
Pensavo che avrei provato più emozioni, più empatia nel leggere questo libro, ma così non è stato se non nelle ultimissime pagine e in rari momenti.
Un libro piacevole e che in fin dei conti aiuta anche a riflettere sulla solitudine che colpisce tutti, chi più chi meno, una solitudine silenziosa che spinge a cercare un contatto con chi ci sta vicino, anche se non sempre nella giusta maniera.
In conclusione posso dire che non è scoccata la scintilla, ma non è un libro che sconsiglierei e anzi fate un giro su YouTube e sentite le canzoni del musical, le ho adorate!


VOTO FINALE
★★★ su cinque

Voi conoscete il libro?
Lo avete letto o pensate di farlo?
Ditemelo!

5 commenti:

  1. Ciao Grazia :) io adoro le canzoni del musical e infatti vorrei davvero vederlo! Sul libro sono ancora dubbiosa...

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  2. Ero incuriosita da questo titolo, ma non sapevo fosse tratto da un musical e mi sembra una cosa piuttosto curiosa. Non sempre questo genere di romanzi mi piace, ma se vorrei dargli una possibilità.

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    Risposte
    1. Non ho apprezzato alcune cosucce, ma non è completamente da buttare

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  3. Lo spettacolo coinvolge molto di più, le interpretazioni degli attori la carta non le può riprodurre

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