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mercoledì 15 maggio 2019

L'isola delle anime di Johanna Holmström |Recensione|

Breve storia per la pubblicazione di questa recensione.
Finisco il libro domenica, non riesco a scrivere la recensione per lunedì.
Decido di pubblicarla martedì, non riesco a scriverla lunedì perchè la febbre mi ha fatto visita.
Ok, la pubblico quando posso.
Martedì: devo scrivere la recensione, devo scrivere la recensione, devo scrivere la recensione.
Scrivo la recensione.
Ed eccovela qui!

L'isola delle anime 
di Johanna Holmström
Editore: Neri Pozza
Pagine: 363
Prezzo: 18,00
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Finlandia, 1891. Una notte, ai primi di ottobre, una barchetta scivola sull'acqua nera del fiume Aura. A bordo, Kristina, una giovane contadina, rema controcorrente per riportare a casa i suoi due bambini raggomitolati sul fondo dell'imbarcazione. Le mani dolenti e le labbra imperlate di sudore, rientra a casa stanchissima e si addormenta in fretta. Solo il giorno dopo arriva, terribile e impietosa, la consapevolezza del crimine commesso: durante il tragitto ha calato nell'acqua densa e scura i suoi due piccoli, come fossero zavorra di cui liberarsi. La giovane donna viene mandata su un'isoletta al limite estremo dell'arcipelago, dove si erge un edificio, un blocco in stile liberty con lo steccato che corre tutt'attorno e gli spessi muri di pietra che trasudano freddo. E, un manicomio per donne ritenute incurabili. Un luogo di reclusione da cui in poche se ne vanno, dopo esservi entrate. Dopo quarant'anni l'edificio è ancora lì ad accogliere altre donne «incurabili»: Martha, Karin, Gretel e Olga. Sfilano davanti agli occhi di Sigrid, l'infermiera, la «nuova». I capelli cadono intorno ai piedi in lunghi festoni e poi vengono spazzati via, si apre la cartella clinica della paziente, ma non c'è alcuna cura, solo la custodia. Un giorno arriva Elli, una giovane donna che, con la sua imprevedibilità, porta scompiglio tra le mura di Själö. Nella casa di correzione dove era stata rinchiusa in seguito alla condanna per furti ripetuti, vagabondaggio, offesa al pudore, violenza, rapina, minacce e possesso di arma da taglio, aveva aggredito le altre detenute senza preavviso. Mordeva, hanno detto, e graffiava. L'infermiera Sigrid diventa il legame tra Kristina ed Elli, tra il vecchio e il nuovo. Ma, fuori dalle mura di Själö la guerra infuria in Europa e presto toccherà le coste dell'isola di Àbo.
È difficile parlarvi di quest libro perchè difficili sono le storie delle donne che racconta.
Un romanzo dai tratti femminili che scava nei lati oscuri della psiche delle donne che ne sono protagoniste; storie forti che non lasciano indifferenti.
Tutto inizia con l'arrivo di Kristina e quello che la porta a Själö oggi è un qualcosa che (purtroppo) si trova sui titoli di molti giornali: una madre che uccide i propri figli. Un atto brutale che va contro ogni logica, ogni contro natura, ma il male che la donna si porta dentro supera ogni sopportazione e le toglie ogni via d'uscita, una stanchezza che le prosciuga linfa vitale, una solitudine che la lascia in balia della corrente, una vita strappata e niente per cui le sembra valga la pena vivere, neanche i propri figli che lascia andare giù quasi fossero loro il peso che affligge le sue spalle.
Ed è così che Kristina arriva nel luogo che ospiterà la sua condanna e la sua espiazione.
Un manicomio di sole donne in un'isola lontana da tutto e da tutti che prima ha ospitato un ricovero per lebbrosi, un'isola per chi non è più il benvenuto nella società, lì vanno solo i casi incurabili.
Coloro che non hanno più speranza.
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Kristina vivrà in mezzo a donne che come lei si sono lasciate trasportare dalla corrente della vita senza riuscire a remare contro, abbandonate da tutto e da tutti, etichettate come folli.
Donne che già oggi verrebbero messe da parte, esiliate e giudicate pensate nel '900 e per di più donne che non hanno più diritto a una seconda chance, il loro destino è quello di restare su quell'isola, in quell'ospedale per il resto della loro vita, ma per alcune c'è uno scintillino di speranza e il percorso di Kristina sembra portarla verso nuove strade, peccato che il passato sia sempre dietro l'angolo.
A volte  una salvezza nasconde un'ulteriore condanna.
Passano gli anni, altre donne arrivano sull'isola a lasciarla sono solo le anime che siano state redente o meno non ci è dato saperlo, ma dopo quarantanni dall'arrivo di Kristina troviamo Ellie.
Ellie che nasconde un scintillio diverso, la cui storia sembra essere quasi un film di ladri e fuggitivi, un film che la porta sulle coste di quell'isola così inospitale, così diversa rispetto a quello a cui è abituata.
La sua vita all'interno dell'ospedale sarà completamente differente rispetto a quella di Kristina, se quest'ultima è stata una madre che ha abbandonato i suoi figli, Elli è una ragazza che cerca continuamente l'approvazione della figura materna, si sente esclusa, messa da parte, sempre allontanata e forse questo l'ha spinta nella sua fuga, ma il suo destino cosa le riserva?
A legare le due donne avremo la figura di Sigrid, l'infermiera che è l'unico spiraglio di luce nella vita delle povere degenti, l'unica che aspettano di vedere con impazienza. La sua vita all'interno dell'ospedale è una scelta dettata dalla sua profonda voglia di essere utile a qualcuno e in fondo su quell'isola troverà il suo senso della vita, una specie di pace interiore che non riesce a trovare sulla terra ferma.

Un'isola fatta di donne dimenticate, mai volute, e il lettore viene immerso nella loro storia con una delicatezza che alla fine fa anche male, storie che fanno pensare e riflettere.
Uno stile un po' troppo descrittivo e un'eccessiva prolissità (soprattutto nella seconda parte) possono pregiudicare la lettura, ma credetemi vi consiglio davvero di leggere questo libro: potrebbe portarvi a vedere le cose da un'altra prospettiva.
Si entra tra le stanze di quell'ospedale, si vivono le pene delle donne che lo abitano. Immagini strazianti, perfino dolorose sono quelle che arrivano dritte al cuore di chi legge.

VOTO FINALE
★★★★ su cinque
Sono riuscita a scrivere la recensione!
Sono riuscita a scrivere la recensione!
Emh...sì, vi saluto!
Spero di avervi incuriosito!

4 commenti:

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